Abruzzo

scatta la protesta alla Stellantis di Atessa


Sciopero di due ore per ciascun turno indetto da Usb e Flmu Cub nello stabilimento Stellantis di Atessa per la giornata di mercoledì 18 febbraio.

Secondo quanto denunciato dai rappresentanti sindacali, la scorsa settimana, all’interno dell’officina montaggio ci sono stati diversi rischi di infortuni. Il più grave nel turno notturno alla Ute 5: il motore di traslazione del paranco, che viene utilizzato per posizionare il motore sulla linea, si è staccato cadendo dall’alto a poche decine di centimetri dal lavoratore che manovra l’attrezzo. Le conseguenze sarebbero state gravissime se l’addetto fosse stato colpito.

 Altri episodi si sono verificati sempre nella Ute 5 officina montaggio, con il tamponamento tra due furgoni sulla linea, alla Ute 4 officina montaggio, con la caduta lungo la linea di produzione di una porta staccatasi dal furgone e alla Ute 1 officina montaggio, dove continuano a cadere i carrelli Kitting, che contengono componenti da assemblare, agganciati alle scocche. “Quest’ultimo problema – denunciano i sindacati – si verifica da anni ma non vi è mai stata trovata una soluzione definitiva. Una situazione simile non può essere assolutamente sottovalutata o sottaciuta. Non può bastare la richiesta di incontro alla direzione aziendale e preposti della sicurezza da parte dei Rls di Fim, Uilm e Fismic”.

Le sigle sindacali chiedono “investimenti veri su prevenzione e ammodernamenti, come denunciamo da anni, verso i quali non sono state fornite risposte adeguate né da parte aziendale né dagli Rls. In questo scenario non bisogna ignorare che i Rls sono stati eletti ben 10 anni fa e da allora non si sono tenute più elezioni. Molti di quelli eletti a suo tempo non sono più dipendenti Stellantis e sono stati sostituiti da nomine delle organizzazioni sindacali”.

Usb e Flmu Cub accusano: “È scandaloso che le stesse organizzazioni che piangono lacrime di coccodrillo quando ci sono morti sul lavoro, poi siano le prime a far parte di un sistema che causa in Italia oltre 1000 morti sul lavoro all’anno e centinaia di migliaia di infortuni e malattie professionali. L’azienda sa benissimo cosa occorre fare e noi non possiamo più attendere, non possiamo più confidare nella buona sorte che spesso ha accompagnato eventi di mancati infortuni all’interno dello stabilimento. Le parole – concludono – non bastano e oltre alla maggiore prevenzione che deve mettere in atto l’azienda occorre che si facciano libere e democratiche elezioni dei Rls che diano garanzie di vero controllo ai lavoratori”.

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