Sicilia

Scandalo sanità, il centrodestra alla resa dei conti: FdI adesso vuole l’assessorato

A ora di pranzo Renato Schifani aveva già scaricato Salvatore Iacolino. Ma nel primo pomeriggio nel centrodestra si è aperta ugualmente una resa dei conti con pochi precedenti. Fratelli d’Italia ora chiede apertamente la guida dell’assessorato, un pezzo di Forza Italia apre il fuoco amico tirando fuori dai cassetti vecchie interrogazioni parlamentari contro il dirigente e spingendosi a prevedere che l’inchiesta si allargherà. L’Mpa di Lombardo sfida il presidente: «Si sente di avviare un radicale cambiamento?».
Il caso Iacolino è diventato il detonatore di malesseri peraltro neppure tenuti tanto nascosti. E quindi a poco è servita la decisione di Schifani di convocare per il primo pomeriggio una riunione straordinaria della giunta nella quale di fatto a Iacolino sono stati tolti tutti gli incarichi, in primis quello che avrebbe ricoperto da oggi: manager del Policlinico di Messina. Gli era stato assegnato per «compensare» la revoca della dirigenza all’assessorato Sanità. Formalmente la giunta ha deciso la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio. Ma in serata il pressing di Schifanin ha portato Iacolino alle dimissioni, frutto anche di strategie concordate con i legali.

L’attacco di Fratelli d’Italia

Si chiude così la stagione del dirigente più influente nella galassia dei grand commis della Regione, quasi un assessore ombra alla Sanità. Ma questo non basta a placare gli alleati di Schifani per lo spazio politico concesso finora a Iacolino. Fratelli d’Italia dall’autunno ha pressato Schifani per togliere a Iacolino la guida della Pianificazione Strategica dell’assessorato Sanità: operazione politicamente riuscita solo a gennaio quando il presidente ha dovuto prendere atto che i meloniani si sarebbero spinti fino all’apertura di una crisi di governo pur di raggiungere l’obiettivo. Ma ora per il leader regionale Luca Sbardella la revoca degli incarichi a Iacolino non è sufficiente: «Purtroppo stiamo leggendo dai primi risultati dell’inchiesta che la sanità in Sicilia è gestita non negli interessi dei cittadini. E questo ci dispiace moltissimo. Non può lasciarci indifferenti». Sbardella torna a chiedere un cambio anche ai vertici dell’assessorato, candidando ovviamente Fratelli d’Italia: «Eravamo certi che la situazione fosse grave, anche se non individuo responsabilità dirette di Schifani. Aspiriamo a una gestione diversa sia a livello dirigenziale che politico». In pole, se anche l’assessore Daniela Faraoni perderà il posto, FdI mette Giorgio Assenza, capogruppo all’Ars. Anche se da Palazzo d’Orleans filtra che dall’alleato non è mai giunta una richiesta in questo senso. E che, finora, si è discusso solo di cambiare assessori mantenendo le deleghe agli stessi partiti «a meno che non intervengano scelte condivise».
La posizione dell’assessore Faraoni è in bilico da settimane per il fatto che ampi pezzi della maggioranza, perfino in Forza Italia, chiedono l’avvicendamento dei tecnici. Ma Sbardella mette sul piatto anche una chiave di lettura politica, prendendo spunta da quanto sta accadendo: la Faraoni è entrata come tecnico di area forzista ma poi si è sempre più avvicinata alla Lega. E lo stesso percorso ha fatto Iacolino, dopo la rottura con Schifani seguita alla revoca del suo incarico alla Pianificazione Strategica. Per questo motivo il leader di Fratelli d’Italia aggiunge che «non ci lascia indifferenti neanche il fatto che Iacolino stesse per accasarsi con la Lega».

L’Mpa sfida Schifani

Il Carroccio è l’unico partito del centrodestra rimasto in silenzio. Mentre l’Mpa-GRande Sicilia di Raffaele Lombardo, che aspira ad aumentare da uno a due i suoi assessori, sceglie di giocare di fioretto sfidando Schifani: «Si può tollerare che un dirigente generale (specie nella sanità) agisca a scapito della dignità del suo ruolo agli ordini della “mala politica”? Si sente il presidente di avviare un piano di radicale risanamento emarginando l’arroganza, l’abuso e l’affarismo? In quel caso non mancherà il nostro contributo». I lombardiani all’Ars avevano votato insieme all’opposizione, qualche giorno fa, contro la ratifica della nomina di Iacolino a Messina.

Il fuoco amico di Forza Italia

Tacciono gli ambienti del centrodestra che invece con Iacolino avevano avuto un dialogo politico, oltre che feeling amministrativo. Mentre a fare più rumore è il fuoco amico di una importante area forzista, quella agrigentina che fa capo ai deputati Margherita La Rocca Ruvolo e Riccardo Gallo. La deputata, ex presidente della commissione Sanità, ricorda «di aver presentato interrogazioni in cui parlavo dello strano rapporto fra Iacolino e la società Arcobaleno, ora al centro delle indagini». E ancora, la La Rocca Ruvolo si spinge a prevedere che «le cose indegne che stanno emergendo non rappresentano tutto. Sono sicura che dall’inchiesta emergerà molto altro se si andrà a verificare gli affidamenti diretti autorizzati da Iacolino. O se si guarderà agli incarichi di Rup per la gestione degli appalti dati sempre alle stesse persone, spesso in violazione di leggi e regolamenti. Il fatto è che Iacolino si sentiva forte e protetto…».


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