Scalata a Mediobanca: indagati Caltagirone, Milleri e Lovaglio
MILANO – Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, sono indagati dalla Procura di Milano per aggiotaggio e ostacolo alle Autorità di vigilanza. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, viene confermata a Repubblica da fonti giudiziarie. Secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero concordato l’Offerta pubblica di scambio da 13,5 miliardi di euro con la quale Monte dei Paschi di Siena, di cui il governo era il primo azionista, tra gennaio e ottobre 2025 ha conquistato Mediobanca. Sarebbero in corso attività del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e in particolare perquisizioni e acquisizioni di documenti nelle sedi degli indagati. In calo i titoli delle due società in Borsa, con Mps che perde oltre il 5% e Mediobanca che lascia sul terreno oltre un punto percentuale.
Secondo il Corriere l’accordo sulla partita per la scalata a Mediobanca sarebbe stato nascosto anche alla Consob, alla Bce e all’Ivass e avrebbe comportato il coordinamento, oltre che degli acquisti nel 2024 di una quota di azioni Mps cedute a fine 2024 dal Ministero del Tesoro e anche degli acquisti di azioni di Mediobanca.


L’offerta pubblica di acquisto e scambio del Monte dei Paschi su Mediobanca si è chiusa a settembre con l’86,33% di adesioni portando l’esborso complessivo a 13,5 miliardi.


Le tappe dell’offerta
L’offerta, arrivata con la grande sorpresa del mercato, era arrivata lo scorso gennaio, con il chiaro obiettivo di puntare alla conquista di Generali, di cui Mediobanca era in quel momento il primo azionista, seguita proprio da Delfin e Caltagirone. A giugno sull’operazione era stato presentato dalla stessa Mediobanca un esposto in procura a proposito del possibile concerto tra i soci nella scalata a Piazzetta Cuccia.
Una partita che aveva finito per intrecciarsi anche con l’offerta avanzata da Mediobanca per Banca Generali che – se andata in porto, cosa che poi non avvenuta – avrebbe reso ancora più onerosa la scalata di Mps a Mediobanca. Alla fine l’Ops targata Delfin-Caltagirone attraverso Mps ha incontrato un favore dei soci molto superiore alle attese. Partita con l’obiettivo di conquistare il 66,67% del capitale, ha raccolto come detto l’89,33% delle adesioni.
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