Scacco matto al gruppo Zagaria, il fratello del boss e 11 fedelissimi davanti al giudice

Dovranno presentarsi la prossima settimana dinanzi al gip Fabio Provvisier del tribunale di Napoli il fratello del boss Michele Zagaria e altri 7 fedelissimi arrestate nel blitz dei Carabinieri del Comando provinciale di Caserta e del Ros nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli sulla fazione Zagaria del clan dei Casalesi.
Si tratta di Carmine Zagaria, Carlo Bianco, Andrea Bortone, Biagio Ianuario, Carmine Iavarone, Franco lombardi,Alfonso Ottimo, Alfonso Angelo Salvati, Biagio Sagliocco, Carlo Pellegrino, Armando Iaiunese, Ivano Balestriere.
Assistiti dai loro legali – Paolo Di Furia, Andrea Imperato, Paolo Raimondo, Angelo Raucci, Pasquale Diana, Saverio Campana, Vincenzo Domenico Ferraro, Renato Jappelli, Felice Belluomo, Adriana Illiano, Mario Griffo – chiariranno la loro posizione.
L’indagine, avviata nel 2019, ha fatto luce sull’operatività della fazione Zagaria in provincia di Caserta con proiezioni anche internazionali, in particolare per il riciclaggio dei capitali illeciti. Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione era stata guidata dai due fratelli del capoclan Michele Zagaria che in qualità di reggenti avrebbero curato l’organizzazione e il coordinamento delle attività del clan in provincia di Caserta, e dal nipote Filippo Capaldo che, scarcerato nel 2019, si è rifugiato all’estero per seguire le vicende imprenditoriali del clan.
Nel corso delle indagini è stato individuato un ulteriore esponente di spicco del clan che svolgeva una funzione di “raccordo” tra la frangia armata dell’organizzazione e la sua leadership. Quest’ultimo era impegnato nelle attività di estorsione, usura e traffico di sostanze stupefacenti, nonché nel controllo di alcuni settori economici del territorio, tra cui l’imposizione nelle compravendite terriere (pretendendo somme variabili tra i 15mila e gli oltre 125mila euro in considerazione del prezzo del cespite), le intestazioni fittizie di attività commerciali e la gestione delle slot machine – attività ritenuta sempre di elevato interesse economico per le organizzazioni criminali – finalizzate a garantire il sostentamento degli associati grazie alla suddivisione dei profitti derivanti dalle attività illegali.
Sono stati altresì individuati diversi esercizi commerciali nella disponibilità di alcuni indagati che venivano utilizzati come basi operative per la pianificazione e il coordinamento delle attività illecite del clan.
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