Sassari, madre 39enne imputata per anni di maltrattamenti via messaggio alla figlia minorenne – Cagliaripad.it
Una richiesta di condanna durissima, cinque anni di reclusione, è stata formulata dal Pubblico Ministero nei confronti di una madre di 39 anni, accusata di maltrattamenti aggravati verso la figlia minorenne. Il processo, in corso in Sardegna, ha delineato un quadro di profondo disagio psicologico e isolamento sociale vissuto dalla giovane vittima.
Il fulcro del dibattimento risiede in una prova digitale definita “imponente”: circa 14.000 messaggi inviati dalla donna alla figlia in un arco di tempo circoscritto. Una comunicazione non solo estenuante per quantità, ma ritenuta dal PM di una “invasività estrema”. Secondo la ricostruzione accusatoria, questa presenza digitale costante si sarebbe trasformata in una forma di controllo asfissiante, capace di generare nella minore uno stato di ansia perenne e terrore, al punto da impedirle di riposare correttamente e di trovare l’energia necessaria persino per alzarsi dal letto.
Le conseguenze sulla vita della ragazza sono state descritte in aula come devastanti:
Abbandono scolastico: la perdita di un intero anno a causa del crollo psicologico.
Agorafobia: la paura di uscire di casa per il timore di essere seguita o monitorata dalla madre.
Umiliazioni verbali: minacce di abbandono per strada e insulti pesanti, confermati anche dalla testimonianza della nonna.
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