Sansone vs De Nicolo: a Trieste il confronto sul referendum sulla magistratura
07.03.2026 – 21.30 – Si è tenuto ieri, presso l’Hotel Hilton, un incontro pubblico dedicato al prossimo referendum costituzionale sulla magistratura, organizzato dal Rotary Club Trieste Alto Adriatico e dall’Associazione Techne&Arts ETS. La serata, intitolata “Referendum costituzionale. Capire per scegliere”, ha offerto ai partecipanti un’occasione di approfondimento sulle modifiche previste dall’intervento normativo e sulle loro conseguenze istituzionali. All’iniziativa hanno preso parte quattro giuristi con posizioni opposte: tra i sostenitori del Sì Giovanni Sansone, già presidente del Tribunale di Gorizia, e Andrea Bitetto; tra i contrari, l’ex procuratore della Repubblica di Trieste Antonio De Nicolo e l’avvocato Raffaele Leo. L’iniziativa, dal titolo “Referendum costituzionale. Capire per scegliere”, ha offerto alla cittadinanza l’opportunità di confrontarsi con voci esperte del mondo giuridico, chiarire i contenuti della riforma e analizzarne le implicazioni per l’ordinamento e per il funzionamento della giustizia in Italia. La conduzione dell’incontro è stata affidata all’avvocato Fabio Petracci, che ha guidato il dibattito mantenendo viva la partecipazione del pubblico e favorendo uno scambio ordinato tra le posizioni opposte.
All’appuntamento hanno preso parte quattro relatori con orientamenti divergenti: tra coloro che sostengono il Sì si sono distinti Giovanni Sansone, già presidente del Tribunale di Gorizia, e l’avvocato Andrea Bitetto. Entrambi hanno illustrato come la riforma miri a intervenire su alcune criticità storiche del sistema giudiziario italiano, indicando strumenti concreti per rafforzare autonomia e trasparenza all’interno della magistratura. Sansone ha richiamato la necessità di ridefinire i percorsi professionali dei magistrati e di introdurre procedure più trasparenti per l’assegnazione degli incarichi, sottolineando come queste misure possano contribuire a migliorare la percezione pubblica della giustizia. Bitetto ha approfondito il profilo costituzionale della riforma, soffermandosi sulla necessità di una separazione tra gli organi decisionali con l’obiettivo di rafforzare l’imparzialità e la tutela dei principi fondamentali, come la presunzione di innocenza e il modello accusatorio. A contrastare queste posizioni sono intervenuti l’ex procuratore della Repubblica di Trieste Antonio De Nicolo e l’avvocato Raffaele Leo. De Nicolo ha messo in evidenza le criticità procedurali legate all’iter della riforma, rilevando l’assenza di un confronto parlamentare sufficientemente ampio e la possibilità che alcune modifiche possano influenzare l’equilibrio istituzionale del sistema giudiziario. Leo, invece, ha focalizzato l’attenzione sulle garanzie per i cittadini, ricordando come l’ordinamento attuale integri il pubblico ministero all’interno della cultura giudiziaria e avvertendo che la nuova configurazione potrebbe alterare i ruoli tradizionali, modificando il rapporto tra le funzioni della magistratura e la tutela dei diritti.
Il dibattito ha affrontato anche il tema della percezione pubblica della giustizia e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sottolineando come ogni riforma costituzionale debba tenere conto non solo delle norme e degli strumenti interni, ma anche dell’impatto sulla società e sulla coesione istituzionale. Gli interventi hanno messo in luce un contrasto tra chi vede nella riforma un’occasione per rendere più trasparente e autonoma la magistratura e chi teme che i cambiamenti possano introdurre squilibri e ridurre le garanzie consolidate. La serata si è conclusa dopo oltre tre ore, con ampio spazio dedicato agli interventi e alle domande del pubblico, offrendo ai presenti una panoramica chiara e articolata delle diverse interpretazioni e permettendo, allo stesso tempo, di comprendere le implicazioni pratiche e politiche del voto referendario. L’incontro ha così confermato il ruolo centrale del dibattito pubblico nel fornire strumenti di analisi e consapevolezza ai cittadini, sottolineando l’importanza di una scelta informata in vista della consultazione.
[f.v.]



