Sanremo, la serata finale si apre con un appello per la pace
Si parte con il gran finale del Festival di Sanremo che decreterà il vincitore della 76ª edizione. Sul palco Carlo Conti, Laura Pausini e la co conduttrice Giorgia Cardinaletti, volto di punta del Tg1. Nino Frassica vestirà i panni del direttore artistico del Festivallo, come lo scorso anno. Il super ospite è Andrea Bocelli. La presenza del grande tenore chiude idealmente l’omaggio a Baudo: fu Superpippo a credere per primo in quel giovane talento toscano poi protagonista di una straordinaria carriera. Dopo la festa delle Tornano quindi in gara i 30 cantanti che saranno votati dal pubblico con il televoto (34%), dalla giuria della sala stampa, tv e web (33%) e dalla giuria delle radio (33%). A rompere il ghiaccio Francesco Renga, a chiudere le carrellata delle 30 esibizioni sarà Eddie Brock. Oltre cinque ore di show per conoscere la nuova regina o il nuovo re del festivalone.
Inevitabilmente, però, la serata finale del festival si apre con una riflessione sulla situazione internazionale, alla luce dell’attacco all’Iran, e con un appello per i bambini, in particolare quelli che vivono nelle zone di guerra. «Io, Laura e Giorgia – dice Carlo Conti aprendo la serata con le co-conduttrici Pausini e Cardinaletti – vogliamo fare una riflessione alla luce di quello che sta accadendo». «È una storia complessa che si porta dentro una grande contraddizione – aggiunge Cardinaletti – da una parte vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze, dall’altra si sta aprendo un conflitto di non conosciamo l’esito. Il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire cosa accadrà, lo stiamo facendo e continueremo a farlo grazie al lavoro di inviati e corrispondenti impegnati nelle realtà di guerra anche a rischio della vita».
«Viviamo una contraddizione – le fa eco Conti – da una parte vogliamo festeggiare la musica italiana, ma non possiamo ignorare quello che sta accadendo. Vogliamo percià condividere l’appello dell’Unicef: ogni anno ci sono 500 milioni di bambini coinvolti in 56 zone di conflitto, l’invito è a un impegno globale per proteggere i bambini ovunque essi siano». Pausini ricorda che i bambini «hanno il diritto di vivere in pace, di dormire per sognare e non sognare di dormire… Basta odio».
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