Sanità, welfare integrativo per medici e infermieri più vicino: ok all’unanimità
di Chia.Fa.
Welfare integrativo più vicino per medici e infermieri del sistema sanitario umbro. Giovedì, infatti, il consiglio regionale all’unanimità ha approvato la mozione presentata dalla presidente dell’assemblea, Sarah Bistocchi, che punta a introdurre benefit in favore del personale sanitario. Le forze politiche hanno trovato la quadra intorno all’atto a seguito di un emendamento presentato dalle opposizioni e accolto dall’aula, che è servito a precisare che le risorse eventualmente destinate al welfare integrativo «dovranno essere aggiuntive rispetto ai fondi destinati alla produttività del personale».
La mozione, poi, venerdì mattina, è stat al centro di una conferenza stampa indetta da Bistocchi insieme ai consiglieri Fabrizio Ricci (Avs), Luca Simonetti (M5s) e Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani-Proietti presidenti). In particolare, col via libera all’unanimità, l’assemblea legislativa ha impegnato la giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti a «valutare l’opportunità di avviare un percorso di approfondimento finalizzato a esaminare, senza carattere vincolante e nel rispetto del quadro normativo e finanziario vigente, la possibilità di adottare strumenti di welfare integrativo orientati al benessere organizzativo, al rafforzamento dell’attrattività e alla capacità di trattenere professionalità qualificate nel Servizio sanitario regionale».
In ballo ci sono, va ricordato, beni e servizi che possono essere riconosciuti a medici e infermieri «che non sono eroi o angeli come sono stati definiti, ma persone che lavorano e vanno messe nelle condizioni di poter svolgere al meglio» le proprie mansioni, ha detto Bistocchi, sottolineando che «questa maggioranza tiene al benessere delle persone sul posto di lavoro e, siccome in politica l’autorevolezza passa per la credibilità, le cose vanno dette ma anche fatte». Il modello di riferimento da esportare in sanità è «il Piano di welfare integrativo per i dipendenti regionali» e il relativo «Fondo per il welfare integrativo 2025» con cui sono stati «stanziati 711 mila euro per 650 euro a dipendente» in benefit, come si legge anche nella mozione. Sul punto Bistocchi in conferenza stampa ha evidenziato che «resta comunque ferma la necessità di valutazioni specifiche per il comparto sanitario» in favore del quale ha anche sollecitato «l’attivazione dell’Osservatorio regionale sul welfare aziendale, previsto con legge 12 del 2022 dalla precedente amministrazione regionale che non risulta, ad oggi, operativo».
Per Ricci l’introduzione del welfare integrativo per medici e infermieri «si ricollega alla grande questione salariale, che negli ultimi anni è stata acuita dalla pandemia e dall’ inflazione, ma che in sanità fa il paio con turni di lavoro massacranti, ferie e riposi che saltano». Di «difesa del capitale umano della sanità pubblica» ha parlato Simonetti, che è anche presidente della Terza commissione per sanità e sociale: «Si tratta di professionisti che ancora oggi lavorano in sofferenza, ma che – ha detto – nonostante ciò hanno fatto una scelta di campo importante in favore del servizio pubblico, rinunciando a lavori più remunerativi». Dal canto suo Tagliaferri considera il welfare integrativo per il personale sanitario «una misura di grande civiltà democratica» specie per i lavoratori della sanità che «negli ultimi cinque anni – ha evidenziato – sono stati sottoposti a un lavoro massacrante e a tensioni: la Regione ha scritto una buona pagina».
Source link


