Liguria

Sanità privata, 200 lavoratori in presidio a Genova: “Situazione intollerabile”. Il 17 aprile sarà sciopero


Genova. Oltre 200 lavoratori questa mattina in presidio a Genova davanti al Piccolo Cottolengo Don Orione, sede regionale di Aris, per chiedere il rinnovo contratto atteso da 13 anni e che coinvolge in Liguria circa 2mila addetti.

Il prossimo appuntamento sarà il 17 aprile 2026 per una grande manifestazione a Roma in occasione dello sciopero nazionale. I sindacati rivendicano il rinnovo immediato dei contratti nazionali. aumenti salariali, la parità di diritti e di retribuzione rispetto ai colleghi della sanità pubblica.

“Nonostante siano già previsti adeguamenti tariffari significativi sui Drg – oltre 1,3 miliardi nel 2026 e 2 miliardi nel 2027 – le istituzioni e le associazioni datoriali come Aris e Ariop non hanno ancora fornito risposte concrete”, denunciano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp.

Al centro della protesta anche un divario salariale ritenuto ormai insostenibile tra sanità pubblica e privata: “Un infermiere della sanità privata arriva a guadagnare circa 500 euro in meno al mese rispetto a un collega del pubblico. Una disparità che sta alimentando una fuga di personale sempre più preoccupante, con conseguenze dirette sulla qualità dei servizi, soprattutto per le persone più fragili”.

I sindacati puntano inoltre l’attenzione su grandi gruppi della sanità privata accreditata come GVM Care & Research: “Parliamo di realtà importanti, che operano stabilmente all’interno del sistema sanitario pubblico e che beneficiano di risorse pubbliche. Proprio per questo riteniamo inaccettabile che non si arrivi rapidamente al rinnovo contrattuale e al riconoscimento economico e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori”

“Pur ricevendo prestazioni pubbliche, spesso si entra in strutture private come RSA o centri di riabilitazione, dove però le lavoratrici e i lavoratori operano con contratti scaduti e condizioni peggiori. È una situazione che non può più essere tollerata: serve il rinnovo immediato del contratto e il riconoscimento della dignità del lavoro anche nella sanità privata”, concludono.

 




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