Molise

Sanità, niente ricorso al Tar: la Regione sollecita la revisione del piano | isNews

La giunta ha approvato questa mattina un’apposita delibera. Fanelli: “È una presa in giro”


CAMPOBASSO. Non ci sarà, come invece era stato annunciato, un ricorso della Regione Molise al Tar contro il Programma operativo sanitario 2026-2028 adottato dalla struttura commissariale. Questa mattina la Giunta ha invece approvato una delibera (n.223) dal carattere politico-amministrativo, con cui esprime “profonda perplessità” sul Piano e ne sollecita una revisione.

L’atto, dunque, non apre un contenzioso davanti alla giustizia amministrativa, ma si limita a un indirizzo istituzionale: la richiesta è quella di rivedere il Pos alla luce delle criticità già segnalate dalla Regione e delle iniziative legali promosse da diversi Comuni molisani. Tra questi, il Comune di Agnone, che ha ottenuto dal Tar una sospensiva parziale sui provvedimenti impugnati.

Nel documento vengono ribadite le principali contestazioni al programma sanitario commissariale: la chiusura del punto nascita di Isernia, la soppressione dell’unità di emodinamica dell’ospedale di Termoli, la riconversione dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone in struttura di comunità e la riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza. Secondo la Giunta, tali scelte deriverebbero da un’istruttoria ritenuta non adeguata rispetto alle reali esigenze del territorio e ai dati sanitari regionali.

“La delibera approvata dalla Giunta Roberti per esprimere contrarietà al Piano Sanitario, pur senza impugnarlo al TAR – evinenzia la consigliera regionale del PD Micaela Fanelli – rappresenta una presa in giro. Dire ‘il piano non ci piace, ma non facciamo ricorso’ assomiglia purtroppo a una contraddizione formale che non tutela i cittadini. Con questa scelta, la maggioranza di centrodestra rinuncia di fatto alla battaglia legale contro i tagli ai servizi, come quello del reparto di Emodinamica a Termoli. I molisani si aspettavano la coerenza degli impegni presi: la difesa della salute sul territorio ha bisogno di atti concreti e coraggiosi, non di semplici dichiarazioni d’intenti”.


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