Sanità nel Lazio, l’allarme dei sindacati: “Pronto Soccorso al collasso”
Non è solo l’influenza, non è solo il rallentamento delle dimissioni post-Epifania. Secondo i sindacati di categoria, la paralisi che sta colpendo i principali ospedali della Capitale è il risultato di una “scelta politica” precisa.
Paolo Terrasi (Fp Cgil) e Claudio Benedetti (Uil Fpl) descrivono una situazione drammatica, citando come esempio la giornata del 5 gennaio (erroneamente riportata come dicembre nel comunicato, ndr), definita come “senza precedenti”.
Ambulanze trasformate in reparti: 45 mezzi fermi
Il dato più inquietante riguarda il blocco del soccorso primario. Secondo la denuncia sindacale:
45 autoambulanze sono rimaste ferme davanti ai Pronto Soccorso con i pazienti a bordo delle barelle.
La causa è la mancanza cronica di posti letto nei reparti, che impedisce il “triage” e lo scarico dei pazienti.
Questo blocco a catena ha causato ritardi di molte ore negli interventi domiciliari, privando decine di cittadini dell’assistenza d’urgenza.
Il bilancio dei tagli: «Scomparso il 20% dei posti letto»
I sindacati pongono l’accento sui numeri del Nuovo Sistema di Informazione Sanitario: tra il 2013 e il 2022, nel Lazio sono stati eliminati oltre 4.000 posti letto. «È come se avessero chiuso nove ospedali grandi come il Sandro Pertini», accusano Terrasi e Benedetti.

Le critiche alla Regione e al privato
Il duro attacco si sposta poi sulle soluzioni messe in campo dalla Regione Lazio:
L’acquisto di posti letto dai privati: Un’operazione da 24 milioni di euro che, per i sindacati, non risolve il problema strutturale ma drena risorse che dovrebbero essere investite nel pubblico.
Personale allo stremo: «I sanitari sono stati chiamati eroi durante il Covid, oggi sono lasciati soli a fermare l’acqua con le mani, tra orari massacranti e carichi disumani».
Contenitori vuoti: Case e Ospedali di Comunità vengono definiti “contenitori vuoti” se non supportati da nuove assunzioni e una progettualità di ampio respiro.
La richiesta: «Basta propaganda»
Per Fp Cgil e Uil Fpl, gli annunci della Regione sull’attivazione di nuovi posti letto restano “becera propaganda” finché non verranno chiarite le risorse e, soprattutto, il personale che dovrà gestirli.
La richiesta è chiara: invertire la tendenza al definanziamento per garantire il diritto costituzionale alla salute, messo a repentaglio da “scelte sbagliate volte a favorire il privato”.
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