Sardegna

Sanità, la bufera non si placa: Tar annulla delibera sui commissariamenti – Cagliaripad.it

Nuovo capitolo nella complessa vicenda dei commissariamenti nella sanità in Sardegna. Nel pomeriggio di oggi, 15 gennaio, il Tribunale amministrativo regionale ha depositato la sentenza sul ricorso presentato da Flavio Sensi, ex direttore generale della Asl 1 di Sassari, contro la Regione Sardegna dopo la sua decadenza e la successiva nomina dei commissari straordinari delle aziende sanitarie isolane, provvedimento già dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale.

Il Tar ha stabilito che l’unica modalità di esecuzione del giudicato consiste nel pieno ripristino dello status quo ante, ovvero nella situazione precedente all’adozione dell’atto di nomina del commissario e alla dichiarazione di decadenza di Sensi dall’incarico. Di fatto, vengono così annullati tutti gli atti regionali relativi alla nomina dei commissari delle Asl, in linea con quanto già sancito dalla Consulta.

I giudici amministrativi hanno inoltre chiarito che la dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge regionale, che attribuiva alla Regione il potere di dichiarare la decadenza del direttore generale, impedisce alla stessa amministrazione di procedere alla nomina di un nuovo dg in sostituzione. Una decisione che apre scenari delicati per la gestione del sistema sanitario regionale.

La bufera, però, non si ferma qui. Sei ex direttori generali delle aziende sanitarie sarde, rimossi dalla giunta Todde, hanno presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. I ricorrenti – Marcello Tidore, Marcello Acciaro, Agnese Foddis, Giuliana Campus, Giorgio Carboni e Simonetta Cinzia Bettellini – chiedono l’annullamento della procedura di selezione e degli elenchi degli idonei alla nomina dei loro successori.

Gli ex dg, tutti nominati nel 2021 dalla giunta di centrodestra guidata da Christian Solinas con incarico quinquennale a partire dal 1° gennaio 2022, contestano in particolare la delibera della Giunta regionale del 17 settembre 2025 che ha avviato l’avviso pubblico per la formazione delle rose di candidati, e la successiva determinazione dirigenziale del 22 dicembre 2025 che ha validato gli atti della commissione di valutazione.

Secondo il ricorso, l’intera procedura sarebbe viziata alla radice perché fondata sul commissariamento delle aziende sanitarie disposto dalla Regione nell’aprile 2025, successivamente travolto dalla sentenza n.198 del 23 dicembre 2025 della Corte costituzionale. La Consulta, accogliendo il ricorso del Governo, ha infatti dichiarato incostituzionale l’articolo 14 della legge regionale, ritenendo illegittimo un commissariamento generalizzato in assenza dei presupposti previsti dalla normativa statale.

Nel ricorso al Capo dello Stato vengono richiamate presunte violazioni degli articoli 97, 98 e 117 della Costituzione e delle norme nazionali che regolano la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie.

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