Umbria

Sanità e innovazione: in Umbria nasce il Centro regionale per l’intelligenza artificiale


Innovazione tecnologica e sanità digitale al centro dell’azione della Regione Umbria, che compie un passo definito «decisivo» verso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario. La giunta regionale ha infatti dato il via all’istituzione del Centro regionale per l’intelligenza artificiale in ambito sanitario, un organismo tecnico-scientifico di garanzia chiamato a governare l’integrazione delle tecnologie più avanzate nel servizio sanitario regionale – è scritto in una nota della Regione Umbria. Il nuovo Centro avrà il compito di accompagnare e orientare l’introduzione dell’Ia nei processi clinici e organizzativi, con l’obiettivo di rendere l’assistenza più efficace, accessibile ed economicamente sostenibile, senza rinunciare ai principi di sicurezza, etica e trasparenza.

Futuro Visione che, secondo la presidente della Regione Stefania Proietti, guarda al futuro della conoscenza e della cura. «L’Ia, oggi, rappresenta uno dei fattori innovativi più potenti per il futuro della conoscenza» sottolinea Proietti nella nota. «Grazie alla capacità di analizzare enormi quantità di dati elettronici in tempi ridotti, l’intelligenza artificiale supporterà medici e pazienti nell’identificare diagnosi più puntuali e nuovi percorsi di cura – ha aggiunto –. Un passo strategico importante che nasce dalla volontà di rendere l’assistenza sanitaria più efficace, accessibile ed economicamente sostenibile, garantendo allo stesso tempo che tutto questo avvenga in modo etico, sicuro e trasparente». In questo quadro, il Centro non si limiterà a una semplice valutazione tecnologica, ma agirà come un vero e proprio regista dell’innovazione sanitaria regionale.

I 4 pilastri fondamentali Struttura operativa fondata su quattro pilastri fondamentali. Il primo riguarda la validazione e Hta, ovvero la valutazione multidimensionale di software e algoritmi prima della loro introduzione clinica. Il secondo pilastro è la governance dei dati, per garantire il rispetto rigoroso della normativa europea sulla protezione dei dati personali, il Gdpr del 2018, e dell’attuale e nuovo Ai Act, che ridefinisce il panorama normativo dell’intelligenza artificiale, tutelando così i dati sanitari dei cittadini. Il terzo ambito di intervento sarà l’osservatorio e monitoraggio, finalizzato a evitare duplicazioni e a favorire lo scambio di buone pratiche tra le aziende sanitarie. Il quarto pilastro è l’interoperabilità, pensata per favorire la comunicabilità del Fascicolo sanitario elettronico, Fse, e delle piattaforme di telemedicina. L’Ia viene così indicata come strumento utile per ridefinire l’erogazione dell’assistenza e promuovere l’integrazione, garantendo nuovi trattamenti e medicinali e aumentando l’equità delle cure.

Multidisciplinare Governance affidata a un Consiglio multidisciplinare che assicurerà una supervisione umana e costante su ogni processo automatizzato. Il team sarà composto da eccellenze in ambito clinico, tecnico e giuridico, con la collaborazione di medici legali, esperti clinici di Ia e di privacy, ingegneri biomedici, data scientist e risk manager. La Regione ha annunciato che le professionalità saranno individuate all’interno delle due aziende ospedaliere di Perugia e Terni e delle Usl Umbria 1 e 2, senza comportare spese a carico del bilancio regionale. Ai lavori del board prenderanno parte anche il responsabile per la transizione al digitale della Regione Umbria, con funzioni di raccordo con il centro di competenza regionale sull’intelligenza artificiale, il responsabile del servizio sanità digitale e innovazione, flussi informativi e mobilità sanitaria, il Dpo della Regione Umbria e l’amministratore di Puntozero scarl o un suo delegato, oltre ad altri professionisti individuati in base agli ambiti tematici da analizzare.

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