Sanità, Castrataro smonta la tenda e attacca: “Fallimento certificato del commissariamento, ma Roberti e i parlamentari non hanno mosso un dito” (VIDEO) | isNews
Dopo 168 notti davanti all’ospedale di Isernia, l’affondo del sindaco: “Qualcuno sta sbagliando non assumendosi le proprie responsabilità”
di Pietro Ranieri
ISERNIA. È finita la scorsa notte l’esperienza del presidio in tenda che il sindaco di Isernia Piero Castrataro aveva avviato il 26 dicembre scorso davanti all’ospedale ‘Veneziale’ per denunciare il declino della sanità pubblica molisana. Ieri sera la tenda è stata smontata. In conferenza stampa, questa mattina, il primo cittadino ha tracciato un bilancio di questi mesi di mobilitazione e annunciato le prossime iniziative.
“Non posso nascondere anche un pizzico di emozione,” ha esordito Castrataro. “L’ultimo risveglio è stato carico di emozione perché sono state notti difficili, non normali.” Il sindaco ha inquadrato l’iniziativa non solo come una denuncia, ma come “un risveglio delle coscienze” su un problema che, a suo dire, “troppo spesso non è stato raccontato: il lento declino che ormai ci accompagna da anni nel mondo della sanità.” Ha ringraziato i cittadini per la partecipazione, in particolare per la manifestazione di gennaio, definita “un momento in cui tutti ci siamo sentiti partecipi di un destino comune.”
Sul piano delle proposte concrete, Castrataro ha annunciato che nelle prossime settimane si tornerà a insistere sul punto nascita, sottolineando come la provincia di Isernia risulti “la più penalizzata dal punto di vista degli ospedali pubblici” nell’attuale piano operativo, a differenza degli ospedali di Campobasso e Termoli, che nel documento vengono potenziati. Ha inoltre anticipato l’intenzione di organizzare per l’inizio dell’autunno gli ‘Stati Generali della sanità pubblica in Molise’, un evento aperto ad amministratori ed esperti per discutere una via d’uscita dal commissariamento.
Il giudizio sul commissariamento è netto. “Quel tavolo tecnico ministeriale congiunto tra Ministero dell’Economia e Ministero della Salute ha certificato il fallimento del commissariamento,” ha affermato Castrataro, aggiungendo che la raccomandazione di rimuovere i commissari non è stata portata dal presidente della Regione Molise né dai parlamentari molisani in Consiglio dei Ministri. “Vuol dire che qualcuno sta sbagliando e non si sta prendendo le proprie responsabilità.” Il sindaco ha ricordato che “il subcommissario è stato indicato dal presidente della Regione Molise” e che la gestione commissariale, stando a quanto scritto dalla stessa direzione generale dell’Asrem, avrebbe generato nel 2025 altri cinquanta milioni di euro di debito.
Castrataro ha poi sollevato una questione che, a suo dire, nessuno ha ancora affrontato apertamente: quella del rapporto tra sanità pubblica e privato convenzionato. “C’è un conflitto pubblico-privato che non è stato mai sanato,” ha detto, chiedendo che venga garantito l’equilibrio tra le due componenti senza che gli ospedali pubblici siano messi in competizione con quelli privati convenzionati sulle stesse prestazioni. Ha inoltre posto una domanda esplicita alla politica molisana e alla magistratura contabile: se uno dei privati convenzionati vanti un credito superiore ai cento milioni di euro verso la Regione, e se i controlli di appropriatezza sulle prestazioni erogate dal privato siano fermi dal 2020, chi ne risponde? “Stiamo usando soldi pubblici e siamo i cittadini più tartassati di tutti,” ha rimarcato.
In chiusura, il sindaco ha espresso gratitudine alla giunta, ai consiglieri comunali di maggioranza e minoranza che gli hanno conferito mandato a difendere il Veneziale, e soprattutto al personale medico e infermieristico. “Continua a lavorare con grandissimi sacrifici per curare le persone di questa regione,” ha detto. “Proprio per loro e per noi dobbiamo continuare a lottare per una sanità pubblica di qualità che sia in grado di curare tutti senza nessuna distinzione”. E in risposta a chi dice che questa operazione sia servita solo a scopi politici e a un presunto ‘lancio’ verso altri seggi, risponde: “Il mio pensiero è per Isernia e al prossimo mandato, dove completeremo le tante cose messe in cantiere e altre ne avvieremo. Candidarmi alla Regione o al Parlamento? Assolutamente no”.
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