Sanità Calabria, tra medici gettonisti e “prestiti”. La salute senza personale
Sanità in affanno in Calabria: tra medici cubani, gettonisti e reparti scoperti, l’Asp di Cosenza paga oltre 220mila euro per coprire i servizi
COSENZA – Tempi duri per la Calabria, in attesa che qualcuno o qualcosa decida quali medici offrirci in sostituzione dei cubani, sul fronte del personale in servizio all’interno del sistema sanitario regionale. Da un lato l’avviso per richiamare gli infermieri da tutta Italia, dall’altro quello indirizzato a società o singoli dottori dall’estero per tappare i buchi e le fragilità oramai note da tempo.
SANITÀ IN DIFFICOLTÀ, TRA GETTONISTI E MEDICI IN PRESTITO
E nel frattempo si continuano a pagare i cosiddetti “gettonisti”, medici in servizio in Calabria ma di fatto assunti da una cooperativa esterna, con costi considerevoli. È stata una “battaglia” del presidente-commissario per giustificare l’arrivo dei dottori cubani al posto dei camici bianchi in servizio attraverso cooperative, ma qualcuna ha resistito in questi anni, soprattutto sul fronte pediatrico.
I COSTI PER I “GETTONISTI”
Una su tutti è la Pediacoop di Domodossola che per diversi anni ha fornito il servizio di guardia medica pediatrica soprattutto nei presidi “periferici” della regione. Diverse le convenzioni, l’ultima scaduta due mesi fa con l’Asp di Cosenza dopo una proroga di un anno. Ma nonostante questo l’Azienda ha cominciato a liquidare le ultime fatture proprio nelle settimane scorse. In sostanza Pediacoop offre più di un supporto. È presente praticamente in tutti i punti nascita della provincia e non svolge solo funzioni di guardia medica pediatrica.
I COSTI PER I PUNTI NASCITA, LIQUIDATI OLTRE 223MILA EURO
I punti nascita sono quelli di Corigliano, Cetraro e Castrovillari. A questo bisogna aggiungere il servizio di assistenza medica nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Corigliano e l’assistenza medica nei Pronto soccorso di Corigliano, Rossano e Trebisacce. Solo gli ultimi tre mesi, liquidati dall’Asp, sono costati oltre 223mila euro. Il punto è la generica carenza di pediatri in Calabria, con i pochi dottori ospedalieri rimasti che in parte scelgono anche la via, più “semplice”, della libera scelta.
SANITÀ, OLTRE AI GETTONISTI, I MEDICI “SCAMBIO”
Ci sono anche situazioni, conclamate, di “scambio” di medici per garantire i servizi in altri ospedali. È il caso della Radioterapia oncologica all’interno del presidio di San Marco Argentano. Lo stesso primario dell’ospedale di Cosenza, Lugi Marafioti, ha svolto diverse ore all’interno del presidio dell’Asp di Cosenza per evitare l’interruzione del servizio. E questo è frutto di una convenzione, così come fatto più volte con gli anestesisti, per “fornire” personale nelle zone maggiormente carenti. In questo caso sono 132 le ore svolte complessivamente dalla squadra nei mesi di luglio, agosto e settembre 2025. Poco più di 8mila 300 euro il costo complessivo per questa operazione.
LE SPESE STIMATE PER L’OSPEDALE DI COSENZA
Non che all’interno dell’ospedale di Cosenza la situazione sia “leggera”. Nelle ultime settimane è stata stimata una spesa delle prestazioni aggiuntive che dovranno fornire i dottori ospedalieri in diversi reparti, oltre 143mila euro per tre mesi. Ma anche qui si osserva la fotografia perfetta di una carenza sistemica.
Le richieste sono arrivate praticamente da tutti i settori “critici” dell’ospedale, nonostante i medici cubani già in servizio. Si parte dal Pronto soccorso e dalla medicina d’urgenza e si arriva a Terapia intensiva e anestesia, passando per dermatologia. Nulla di nuovo sotto il sole.
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