Molise

Sanità, adottato il nuovo programma operativo: confermata la riconversione del Caracciolo | isNews

Resta prevista la chiusura di un laboratorio di Emodinamica e di un Punto nascita. La parola passa ai Ministeri


CAMPOBASSO. Il nuovo Programma Operativo 2026-2028 della sanità molisana è stato adottato oggi dal commissario Marco Bonamico, affiancato dal subcommissario Ulisse Di Giacomo.

Il documento sarà trasmesso ai Ministeri della Salute e dell’Economia, che avranno trenta giorni per eventuali osservazioni. L’adozione è arrivata a ridosso della scadenza del 28 febbraio, passaggio indispensabile per sbloccare i 90 milioni di euro destinati al risanamento.

Nel piano c’è la conferma della riconversione dell’ospedale di Agnone in ospedale di Comunità, con il mantenimento del Punto di primo intervento. “Tale soluzione – si legge nel piano – costituisce una leva di efficientamento organizzativo ed economico per l’assetto complessivo dei servizi assistenziali regionali, adottata al fine di superare anche la cronica e grave carenza di personale medico che impedisce la copertura dei turni h 24 in Pronto Soccorso e l’attività assistenziale di ricovero. La suddetta rimodulazione della struttura garantisce innanzitutto l’alto valore assistenziale, sia garantendo l’emergenza-urgenza, attraverso un Punto di Primo Intervento, sia nell’attività di degenza, completata da servizi di consulenza specialistica e dalla Telemedicina”.

Capitolo delicato quello della Rete IMA (emergenza cardiologica). L’attuale assetto prevede un Hub regionale al Cardarelli di Campobasso e due Spoke a Isernia e Termoli, tutti con UTIC ed emodinamica.

Il Programma dispone un riordino complessivo con il supporto tecnico di Agenas e introduce la definizione di un cronoprogramma per la “progressiva cessazione dell’attività del laboratorio di emodinamica in esubero”. Non viene indicato quale presidio sarà interessato, ma è prevista una riduzione delle sale attive per riallineare l’offerta agli standard del DM 70, che fissano soglie minime di attività per garantire qualità e sicurezza. E dagli indicatori, il laboratorio più a rischio sembra essere quello del Veneziale, sia per i volumi di ricoveri con almeno un intervento di angioplastica, sia per la percentuale di ricoveri per angioplastica di pazienti trattati per infarti acuti.

Prevista anche una fase transitoria con eventuali accordi interregionali e l’implementazione della telecardiologia. Tempi che però risultano essere abbastanza stretti. Il cronoprogramma definisce una tempistica compresa tra maggio e dicembre di quest’anno. Campobasso manterrà il ruolo di Hub regionale.

E infine i Punti nascita, il documento stabilisce che almeno uno dei due punti sotto soglia – Termoli o Isernia – dovrà essere chiuso. Non viene indicata la struttura interessata. Il quadro tecnico ministeriale segnala una deroga concessa a Isernia e un parere negativo su Termoli. I dati più recenti mostrano un aumento delle nascite a Termoli e una flessione a Isernia, ma la decisione finale terrà conto di standard strutturali, organizzativi e numerici. Campobasso, dotato di Terapia intensiva neonatale, resta il riferimento regionale.


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