San Nicola, concessione in consiglio comunale il 26 marzo
“L’amministrazione comunale non è nelle condizioni di assicurare la gestione diretta dello stadio San Nicola, poiché la complessità che lo connota comporta la necessità di provvedere a mansioni diversificate che richiedono l’utilizzo di personale altamente specializzato nel settore della gestione dell’impiantistica sportiva, non reperibile nella dotazione organica dell’Ente, con costi di gestione gravanti direttamente sul bilancio comunale”. Le ragioni della decisione di esternalizzare per 5 anni la gestione dell’astronave di Renzo Piano sono ben spiegate nella delibera che approderà il prossimo 26 marzo in consiglio comunale e che mira all’individuazione di un soggetto qualificato, in possesso di idonei requisiti tecnici ed economici, che sia in grado di ripianare i costi di gestione e manutenzione della struttura.
Obiettivo, la massima valorizzazione dell’impianto, affinché lo stadio generi entrate non solo attraverso l’utilizzo del campo di gioco per gli allenamenti e le gare, ma anche attraverso l’organizzazione di eventi musicali e lo sfruttamento commerciale dei suoi spazi, come uffici, palestre, bar, aree ristorazione e merchandising. Vediamo quali ad ora i punti fissati: al nuovo concessionario spetteranno gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria – limitatamente ai soli campi di gioco – dovrà garantire l’uso prioritario dello stadio San Nicola alla principale squadra di calcio cittadina per gli allenamenti e le partite di campionato, e infine dovrà assicurare l’annunciata corresponsione al Comune di Bari di un canone annuo il cui importo si aggira orientativamente sui 110mila euro, tra un’ipotesi pessimistica di 60mila e una ottimale di 633.700 in relazione alle condizioni sportive e all’effettivo utilizzo dell’impianto per manifestazioni ed eventi. Considerando l’affidamento al futuro concessionario del rischio operativo della gestione, comprensivo delle attività di manutenzione ordinaria, custodia, utenze e servizi accessori, il valore complessivo della concessione è stimato sugli 8.171.800 nel quinquennio. E le opposizioni a Palazzo della Città già promettono battaglia: tra i punti contestati il tempo di concessione previsto, 5 anni, troppo pochi per poter programmare investimenti seri, ma anche il requisito di partecipazione al bando: potranno aderire solo gli enti sportivi. Non da ultimo, i vincoli che gravano sulla struttura.




