Veneto

San Donà, la mamma trova droga nello zaino del figlio e lo denuncia: “Così provo a salvarlo”

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La scoperta in casa e la chiamata ai carabinieri

Una scoperta casuale, avvenuta tra le mura domestiche, ha portato una madre residente a San Donà di Piave a denunciare il figlio 19enne. La donna ha trovato nello zaino del ragazzo un’ingente quantità di sostanze stupefacenti: circa 820 grammi di marijuana, 45 grammi di hashish, oltre a bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

Lo zaino si trovava sul divano e intralciava i giochi della figlia più piccola. Pensando contenesse abiti da lavare, la madre lo ha aperto, facendo emergere una situazione ben più grave. A quel punto ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, consegnando spontaneamente quanto trovato e chiedendo una perquisizione completa dell’abitazione.

Durante i controlli, i militari hanno sequestrato ulteriore materiale e alcuni telefoni cellulari, ora al vaglio degli investigatori.


Indagini in corso e fermo del giovane

Le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti per ricostruire il contesto e le eventuali responsabilità del giovane, che è stato successivamente fermato a Portogruaro. Tra gli elementi al centro delle verifiche c’è anche il motivo per cui lo zaino contenente la droga fosse stato lasciato in casa.

L’episodio non rappresenta il primo campanello d’allarme. In passato, la madre aveva già trovato piccole quantità di sostanze e, anche in quelle occasioni, aveva segnalato la situazione alle autorità. Tuttavia, mai si era arrivati a quantitativi così elevati.


Una storia familiare complessa

Dietro la vicenda emerge un contesto familiare segnato da difficoltà e tensioni. La donna, di origine brasiliana e in Italia da oltre 15 anni, ha raccontato un percorso complicato iniziato quando il figlio era ancora bambino.

Arrivati nel Paese quando il ragazzo aveva circa sei anni, madre e figlio hanno vissuto inizialmente in una struttura di accoglienza nel Vicentino. Successivamente, a causa delle condizioni economiche ritenute insufficienti, il minore è stato affidato a una comunità su disposizione dei servizi sociali e del tribunale per i minorenni.

Un distacco che la madre ha sempre vissuto come doloroso e che, secondo il suo racconto, avrebbe inciso profondamente sul comportamento del figlio negli anni successivi.

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Il ritorno a casa e l’escalation dei problemi

Una volta diventato maggiorenne, il giovane è tornato a vivere con la madre, ma la convivenza si è rivelata subito difficile. La donna descrive un progressivo peggioramento: comportamenti aggressivi, frequentazioni considerate negative e una vita fatta di espedienti.

Nel tempo, la situazione è degenerata. La madre riferisce episodi di danneggiamenti in casa, richieste di denaro e intrusioni improvvise che l’hanno costretta a vivere in uno stato costante di paura. La sorella minore, di 9 anni, è stata affidata al padre per tutelarne la serenità.

La donna racconta anche di aver dovuto ricorrere più volte alle cure del pronto soccorso a causa dello stress e delle difficoltà vissute.


La scelta di denunciare: tra paura e speranza

Denunciare il proprio figlio è stata, per la madre, una decisione sofferta ma ritenuta necessaria. Il gesto nasce anche dal timore per la propria sicurezza e dalla volontà di interrompere una spirale pericolosa.

La donna ha spiegato di aver agito con l’obiettivo di proteggere il figlio e offrirgli una possibilità concreta di recupero. In questo percorso ha trovato supporto nel comitato Cmp di Mestre e nel suo presidente Luigi Corò.

Il suo auspicio è che il giovane possa essere inserito in una comunità di recupero, intraprendendo un percorso di riabilitazione che finora non è stato possibile avviare in modo stabile.


Droga e giovani: un fenomeno che preoccupa il territorio

L’episodio riporta l’attenzione su un tema sensibile anche nel territorio veneziano: il coinvolgimento dei giovani nel consumo e nello spaccio di sostanze stupefacenti.

Le dinamiche familiari difficili, le fragilità sociali e le frequentazioni sbagliate rappresentano spesso fattori di rischio. In questi casi, la collaborazione tra famiglie, istituzioni e forze dell’ordine diventa fondamentale per intercettare situazioni critiche e intervenire tempestivamente.


A chi rivolgersi in situazioni simili

Vicende come questa evidenziano quanto sia importante chiedere aiuto. In presenza di segnali di disagio o comportamenti a rischio, è possibile rivolgersi a:

  • servizi sociali del territorio
  • forze dell’ordine
  • strutture sanitarie e centri per le dipendenze
  • associazioni locali di supporto alle famiglie

La madre di San Donà ha scelto di affidarsi alla giustizia, dichiarando che rifarebbe la stessa scelta. Un gesto estremo, ma che nelle sue intenzioni rappresenta l’unico modo per provare a salvare il proprio figlio prima che sia troppo tardi.


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