San Benedetto morto il gioielliere Sforza, re dei Rolex, non si era riavuto da un incidente in bici
SAN BENEDETTO – Se ne è andato a 77 anni Leonida Sforza, proprietario della storica gioielleria Fenocchi di via Ugo Bassi. Il decesso è avvenuto all’ospedale di San Benedetto, dove era ricoverato a causa di problemi di salute conseguenti a un incidente in bicicletta avvenuto non molto tempo fa, e dal quale non si era più completamente ripreso. Nativo di Pratola Peligna, nell’Aquilano, aveva conseguito la laurea in matematica e aveva poi iniziato a guidare la storica gioielleria Fenocchi, diventata negli anni un punto di riferimento per intere generazioni di clienti anche per essere rivenditore autorizzato Rolex.
Il ricordo
«Amante della vita, dello sport e del ciclismo in particolare dopo aver praticato nuoto e tennis – così lo descrive Remo Croci -. Era un esperto di orologi da polso, soprattutto del Rolex. Leo, come lo chiamavamo noi amici, ha amato la montagna, l’Abruzzo la sua terra natale, e il mare dove aveva deciso di vivere. Era entrato in punta di piedi nel tessuto economico cittadino e la gioielleria che rappresentava ben presto è diventata un punto di riferimento del territorio. Leo, era conosciutissimo nel suo ambiente non solo in Italia ma anche all’estero, spesso ospitava a San Benedetto personaggi importanti. Fin da sempre è stato disponibile a dare il proprio contributo alla Sambenedettese facendo parte per anni del consiglio del club. Tanti i viaggi al seguito della squadra rossoblù». «In ogni città ci sono luoghi e persone che fanno la storia di quella stessa città, l’attività che svolgono si miscela in modo inscindibile con la persona. A San Benedetto parlavi di gioielli e si parlava di lui, parlavi di Rolex e si parlava di lui. Un eccellenza della città? Non solo. Leonida era, che tristezza dire era e non è, una persona disponibile, brillante dinamica» così lo ricorda Sandro Assenti. «Ci ha lasciato Leonida Sforza: un amico, appassionato tennista e amante della bicicletta. Faceva parte del ‘senato’” del Maggioni: la sua serenità e predisposizione allo scherzo portava equilibrio anche alle discussioni più accese sotto al gazebo che è il luogo d’incontro dei più longevi soci del circolo. Un grande vuoto, adesso. Mancherà, come manca alla sua famiglia alla quale siamo vicini nella condivisione del lutto per la grave perdita» è il cordoglio del Circolo Tennis Maggioni.
Le esequie
Leonida Sforza lascia la moglie Simona, i figli Francesca e Paolo e il genero Paolo. I funerali avranno luogo questa mattina, alle ore 11, presso la chiesa di San Giuseppe.




