Samsung Galaxy S26 Ultra smontato: ecco il segreto del raffreddamento
Con l’arrivo sul mercato dei nuovi Galaxy S26, iniziano ad arrivare anche i primi teardown indipendenti, quelli che mostrano cosa nasconde davvero l’interno dei dispositivi. Il modello più osservato è naturalmente il Galaxy S26 Ultra, che a prima vista sembra quasi identico al predecessore, ma dentro racconta una storia un po’ diversa.
A smontarlo è stato, tra gli altri, il canale PBKReviews, noto per l’approccio molto pratico alla riparabilità. Dal suo video emergono alcuni cambiamenti interessanti, soprattutto sul fronte della gestione del calore, tema sempre delicato per chi usa lo smartphone in modo intenso.
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Cosa cambia nel raffreddamento del Galaxy S26 Ultra
Il Galaxy S26 Ultra introduce un sistema di raffreddamento più articolato rispetto alla generazione precedente, passando a una struttura a quattro strati. Dall’alto verso il basso troviamo una vapor chamber, un foglio in grafite, una serie di pad termici e, come novità, uno strato di pasta termica.
La pasta termica di solito trasferisce il calore in modo più efficiente rispetto ai soli pad, soprattutto quando bisogna colmare piccoli spazi tra chip e superfici di contatto. In questo caso Samsung combina le due soluzioni: la pasta distribuisce il calore verso i pad e il foglio di grafite, che a loro volta lo smistano verso la vapor chamber, cresciuta anche come superficie complessiva.
Questa scelta lascia intuire che Samsung punti a una stabilità maggiore delle prestazioni, soprattutto sotto carico prolungato, senza dover ricorrere a soluzioni più ingombranti. Resta comunque da verificare, nei test reali, quanto questo nuovo schema incida su temperature, throttling e consumi durante gaming, registrazione video e uso intensivo delle reti.
Riparabilità: punteggio alto, ma non perfetto
Nonostante il design complessivamente più sottile e il sistema di raffreddamento più complesso, il Galaxy S26 Ultra mantiene lo stesso punteggio di riparabilità del modello precedente nelle valutazioni di PBKReviews: 9/10, un risultato molto alto per un top di gamma moderno.
A frenare il punteggio massimo restano due aspetti specifici. Il primo riguarda il design interno generale, che tiene conto di quanto risulti ordinato il layout dei componenti e di quanto tempo serva per completare le riparazioni più comuni. Il secondo è la sostituzione del display, che continua a richiedere una procedura non immediata. Entrambe le voci ottengono 1,5 punti su 2, quindi positive ma non al livello di eccellenza.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un dispositivo che prova a bilanciare prestazioni, controllo delle temperature e una certa attenzione alla riparabilità, pur restando legato ai compromessi tipici dei top di gamma sottili e molto integrati. Qui sotto trovate il video completo del teardown di cui abbiamo parlato.
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