Scienza e tecnologia

Samsung Galaxy S26 Ultra pronto a dire addio al titanio

Il possibile cambio di materiali sul prossimo Samsung Galaxy S26 Ultra torna a far discutere. Un nuovo leak mette in dubbio la presenza del telaio in titanio, rimasto finora uno dei tratti dei modelli Ultra.

A rendere la vicenda ancora più interessante arrivano anche i presunti colori del dispositivo, che suggeriscono un approccio diverso rispetto alla generazione precedente.

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Colori inediti e un dettaglio che fa riflettere

Secondo quanto anticipato dal leaker Ice Universe, il Galaxy S26 Ultra debutterebbe in quattro varianti: Black Shadow, White Shadow, Galactial Blue e Ultraviolet.

La scelta dei nomi colpisce subito perché nessuno include il termine Titanium, presente invece nelle colorazioni del modello Ultra precedente.

Questo elemento, unito ai commenti dello stesso Ice Universe, porta a considerare concreta la possibilità che Samsung stia realmente valutando un ritorno all’alluminio per la scocca.

Il confronto con le mosse di Apple

Il cambio di materiale ricorderebbe quanto visto sugli iPhone 17 Pro e 17 Pro Max, in cui Apple ha sostituito il titanio con l’alluminio.

Una scelta motivata dalla gestione della dissipazione termica, ma che ha creato qualche dubbio sulla resistenza dei melafonini.

I modelli in alluminio, infatti, hanno evidenziato una struttura più incline ai graffi e, nel caso della variante Cosmic Orange, anche problemi di scolorimento con una virata sul rosa.

Il presunto allineamento tra i due produttori smentirebbe inoltre le indiscrezioni precedenti che indicavano la presenza, per Galaxy S26 Ultra, di una colorazione arancione come risposta diretta alla proposta di Apple. Secondo questo nuovo leak, tale opzione non sarebbe prevista, quantomeno non al lancio.

Se queste anticipazioni troveranno conferma, il febbraio di Samsung potrebbe rivelare un top di gamma più sobrio e pragmatico, un cambio di rotta che continua a mostrare quanto il design sia sempre più legato alla gestione del calore (e del colore) piuttosto che alla ricerca di materiali prestigiosi. Resta da capire se il pubblico apprezzerà o meno questo possibile “declassamento”.


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