“Salviamo i piccoli negozi per avere città vive e sicure” – Torino Oggi
Nichelino è il primo Comune dell’area metropolitana (dopo Torino) a sostenere la battaglia e la raccolta firme di Confesercenti per salvaguardare i negozi di vicinato e sostenere il piccolo commercio. Il sindaco Giampiero Tolardo ha spiegato subito le ragioni di questa scelta: “Abbiamo aderito a questa campagna nazionale per aiutare un settore che vive un momento di grande sofferenza. I negozi di vicinato hanno anche un grande ruolo sociale, con una serie di fenomeni a cascata che incidono su sicurezza, servizi e rapporti tra le persone. Non si devono demonizzare l’online e le grandi catene, ma il mercato va regolamentato“.
“Le saracinesche abbassate una sconfitta per tutti”
“A Nichelino, grazie al lavoro fatto in questi anni, il quadro appare meno drammatico rispetto ad altre realtà, ma molto resta ancora da fare“, ha aggiunto Tolardo prima di cedere la parola al presidente di Confesercenti di Torino e provincia Vincenzo Nettis. “C’è un valore sociale, non solo economico dietro questa iniziativa di carattere nazionale. Le saracinesche abbassate di tante vie sono una sconfitta per tutti“. Nettis parla di “concorrenza sleale“, da parte delle catene dell’online, vista la differenza di imposte che vengono pagate dal commercio territoriale: “Commercio, turismo e ristorazione danno lavoro a 5 milioni di persone e solo i piccoli esercizi versano ogni anno 4 miliardi di euro di imposte locali e altrettanti di Irpef, quasi venti volte il gettito della webtax“.
Obiettivo 50 mila firme entro la metà di ottobre

La proposta di legge di Confesercenti sta trovando il sostegno trasversale di città e amministrazioni di colori politici diversi. L’obiettivo è arrivare a 50 mila firme entro metà ottobre quando ci sarà il congresso nazionale della categoria. L’assessore al Commercio Giorgia Ruggiero sottolinea come “dietro ogni vetrina c’è una persona, che va sostenuta e aiutata, per combattere il fenomeno della desertificazione commerciale di troppe aree. Noi in questa battaglia come Comune di Nichelino siamo dalla parte dei negozi di vicinato“.
Myriam Alù, coordinatrice della zona ovest di Confesercenti, ricorda come Nichelino è stato il primo comune metropolitano ad aderire all’iniziativa, dopo Torino e come l’obiettivo sia quello di coinvolgere il maggior numero di amministrazioni nel sostegno all’iniziativa. “Il web è un competitor non leale. I grandi centri commerciali generano oneri di urbanizzazione non paragonabili all’online“, ricorda ancora Nettis, a chi parlava anche dei problemi innescati dalle grandi catene ai piccoli negozi. Poi snocciola un pò di numeri: ad ogni apertura corrispondono 2,5 chiusure, con settori come edicole e abbigliamento che superano il 20 per cento di saracinesche abbassate. Con il rischio dell’inverno demografico dei negozi, dal momento che l’età media degli esercenti ha 52 anni, è sempre più difficile convincere i giovani.
Il no al centro commerciale nell’area dell’ex Viberti

“La grande distribuzione ha stravolto il commercio 40 anni fa, ma ha rappresentato un nuovo momento di socializzazione – ha sottolineato il sindaco Tolardo in conclusione – la nascita dei centri commerciali ha portato alle città motivi di attrazione da parte dei giovani. Ci sono anche dei pro, non solo dei contro. Ci vuole un equilibrio, anche la grande distribuzione non è infinita“, aggiunge il sindaco ricordando il no alla costruzione di un nuovo centro commerciale nell’area dell’ex Viberti. “Bisogna lavorare per avere delle condizioni più eque tra i negozi e l’online, questa è la battaglia da combattere“.




