Basilicata

Salvatore Gualtieri, un doloroso addio al Cosenza Calcio tra gaffe e incertezze

L’addio di Salvatore Gualtieri dopo solo 3 mesi dall’arrivo a Cosenza appare avvolto da un alone di incomprensibilità tra gaffe e dubbi sul futuro della società


COSENZA – L’addio di Salvatore Gualtieri dal Cosenza calcio è anche un doloroso calcio negli stinchi a quei pochi che ancora credevano che in questa società qualcosa potesse cambiare. Invece la storia si ripete con puntualità “svizzera”.
Scrivere degli addii registrati in tutti gli anni di gestione Guarascio non basterebbe un libro.
Che con il direttore Gualtieri ci fossero vedute divergenti nei settori di sua competenza era evidente. Molto evidente. Le gaffe, le cose fatte male, il rapporto con la tifoseria, una area comunicazione, che seppure molto disponibile nella figura dell’addetto stampa, ha usato toni, atteggiamenti e soluzioni che stridono con il mondo dei media locali e non.

Le cose successe su cui Gualtieri ha cercato di dare una sterzata, esprimendo probabilmente un forte dissenso che si è scontrato evidentemente col pensiero di di chi in questa società conta di più.
Le uniche parole, peraltro scritte, che si sono strappate al ex direttore generale sono state: «Il contratto è relativo. È stata assolutamente una mia scelta», giusto per parare il colpo che da li ha poco sarebbe arrivato.

Questo il comunicato della società che però stride sensibilmente con quando è successo dopo il 31 dicembre: «Il Cosenza Calcio comunica che, alla naturale scadenza del contratto (alla data del 31 Dicembre 2025), si è concluso il rapporto professionale con il dottor Salvatore Gualtieri, direttore generale del club. La società ringrazia il dottor Gualtieri per il lavoro svolto e gli augura le migliori fortune professionali per il prosieguo della sua carriera».

Subito dopo capodanno il direttore generale nelle sue funzioni ha accompagnato la squadra in visita al reparto di Pediatria presso l’ospedale civile dell’Annunziata. Era ancora in carica? Sì, allora è un’altra gaffe di questa società che pare essere un set della commedia all’italiana con il ragionier Fantozzi e sua moglie Pina protagonisti. Solo che c’è poco da ridere e molto da piangere.
Gualtieri era stato presentato in pompa magna, con progetti e progettini (che per la verità non aveva entusiasmato nessuno) che guardavano al futuro e su alcuni di questi “progetti” sui social si è spesso scatenata l’ironia e il sarcasmo: «Dove sono i soldi?», i commenti.
Gualtieri era stato avvisato della storia che purtroppo si ripete in casa Cosenza. Alcuni giornalisti in una conferenza stampa avevano tentato di mettere in allerta il direttore: «Il fuoco amico da queste parti è pericoloso». Purtroppo ha colpito ancora.

Gualtieri ha forse peccato di ingenuità e per uno con la sua esperienza è una grave colpa. È andato dal sindaco Caruso e c’ha messo la faccia; ha parlato con i tifosi e c’ha messo la faccia; ha parlato con i giornalisti dissidenti e c’ha messo la faccia, peccato che non abbia ottenuto nessun successo, non perché lui non sia credibile, ma per la storia che lo accompagnava negli incontri.
Non si riesce a contare quanti siano i collaboratori che sin qui hanno abbandonato la scena teatrale. Tanti comunque, da Marulla a Lupo per finire a Gualtieri ma insieme a loro tanti belle persone non troppo famose come si sopracitati. Uno per tutti lo speaker storico e bravissimo che risponde al nome di Piero Tucci. Un vero portento.

È andata bene a Buscè perché la squadra sta andando meglio delle aspettive della piazza. Aggiungiamo fin qui, perché non c’è mai di stare tranquilli. Il fuoco amico stava per colpire anche la conduzione della squadra dopo la sconfitta di Foggia. È stato bravissimo Buscè a parare il colpo in una conferenza stampa portata avanti con astuzia e abilità che ha spostato l’obiettivo, giustamente, sul mercato e sulla partenza del gruppo squadra nel mese di luglio. Ma adesso viene il difficile. C’è il mercato in atto e forse cambieranno le aspettative. Sono arrivati tre giocatori, discreti per la categoria, ma bisogna capire cosa la società del Cosenza calcio si aspetta da questo campionato. Quali sono i reali obiettivi. Si pensa a un immediato ritorno nella categoria Cadetta quest’anno? In prima battuta o attraverso i play off?

Qualcuno dei quartieri alti della società dovrebbe scoprire la carte e dire dove si vuole puntare e con quali risorse. Solo così il direttore sportivo Roma, di concerto con mister Buscè, può operare compiutamente sul mercato. Perché se l’obiettivo è la serie B, prima o dopo è uguale, allora i giocatori da prender sono ben altro rispetto a quelli arrivati, con tutto il rispetto.

Qualche tempo fa si parlava che la società attraverso la sua mano di mercato stava cercando un difensore centrale. Oggi, è ufficiale, Dalle Mura non è un giocatore del Cosenza calcio. Un difensore centrale che va via, questo vorrebbe dire che adesso saranno due i difensori che arriveranno? E saranno di qualità ed esperienza? Ma non basta. Emmausso è un buon giocatore ma non è l’ariete da gol che il Cosenza cercava. Questo vuo dire che arriverà un attaccante capace di segnare in un solo girone una diecina di reti?

Al momento comunque il saldo di mercato è negativo. Quattro si sono persi (Mazzocchi, Cimino, Kourfalidis e adesso Dalle Mura) e tre sono arrivati (escludendo Beretta arrivato tanto tempo prima). Quindi numericamente uno in meno, ma come qualità e capacità di apporto alle fortune della squadra tanto in meno.
In definitiva, comunque la si vuole girare, la storia del Cosenza di questi ultimi anni è sempre la stessa: una sofferenza per i tifosi e tanti schiaffi all’immagine della nobile città dei Bruzi.


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