Salvata a Pizzone: l’orsetta Nina si prepara a tornare libera (VIDEO) | isNews
Ormai ha raggiuto 34 chili di peso e per lei ci sarà un nuovo inizio. Il Pnalm l’ha sottoposta ai controlli necessari per valutare il suo stato generale di salute
PIZZONE. Ormai è cresciuta e per lei si prepara un nuovo inizio. L’orsetta Nina, salvata la scorsa primavera a Pizzone, a breve potrà tornare a vivere nella natura.
Lo comunica il Pnalm. “Nina – scrive l’ente – ha percorso un cammino straordinario. Nei giorni scorsi, con i suoi 34 chili di forza e vitalità, è stata sottoposta ai controlli sanitari, necessari per valutare il suo stato generale di salute, e siamo in attesa dei risultati. Tutto questo per prepararla al momento più atteso: il ritorno in natura.
Stiamo predisponendo ogni dettaglio affinché possa tornare nei boschi all’inizio dell’inverno. La tranquillità dell’inverno e l’ibernazione potranno servire a un reset naturale. Speriamo in un nuovo inizio che l’aiuterà a crescere forte, autonoma e libera!”.
L’ente Parco ricorda poi che quando si interviene su cuccioli orfani, esistono protocolli specifici, messi a punto in altri contesti, dove il fenomeno è più frequente. Procedure che vengono seguite con la massima attenzione, come è stato fatto anche per Nina. “Tuttavia, la Natura resta imprevedibile – spiega – e una volta in libertà, nessun esito può essere garantito al 100%”
La sua è una storia fatta di impegno, professionalità e speranza “ma è anche una storia fondamentale per la conservazione: ogni percorso come il suo – sottolinea ancora il Pnalm – contribuisce ad accrescere conoscenze, migliorare protocolli e rafforzare le strategie di tutela della fauna selvatica. Ogni passo è stato valutato e ponderato con dedizione dai tecnici del Parco in continuo e costante raccordo con i massimi esperti internazionali, con l’obiettivo di restituirle la libertà che le spetta.
L’esperienza con Nina ci ricorda che ogni vita merita una possibilità. Tra un po’ il suo futuro tornerà nelle mani della Natura: noi possiamo solo accompagnarla fino alla soglia della libertà, e seguirla a distanza, con la speranza che i boschi e le praterie del Parco diventino davvero la sua casa per lungo tempo”.
Source link





