Salvarono due bambine dai lupi, premiati
Saranno premiati dall’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali i due uomini che ad agosto salarono due bambine attaccate da lupi. La prima medaglia andrà a Domenico Demattia intervenuto il 15 agosto scorso in soccorso di una bambina attaccata e ferita da un lupo in un parco pubblico di Noicàttaro, mentre Domenico Capriello lottò e rimase ferito da un altro lupo per mettere in salvo un’altra bambina la successiva sera del 20 agosto in un resort turistico di Gallipoli. Entrambi gli animali, grazie all’analisi del Dna, sono risultati lupi puri, ma non sono mai stati catturati.
L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali consegnerà le medaglie nei prossimi giorni, come riconoscimento per l’altruismo e abnegazione dimostrate salvando due bambini dalle tentate predazioni dei lupi, affinché tali eroici atti siano d’esempio per la collettività. “Domenico Demattia e Domenico Capriello a oggi, alla fine di settembre 2026, – si legge in una nota dell’associazione – a quanto ci risulta non sono stati premiati in alcun modo, neppure con una lettera, da parte della Prefettura, Comune, Provincia o Regione Puglia. E neppure dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Sia il lupo dell’attacco di Noicàttaro sia quello dell’attacco di Gallipoli non sono mai stati catturati o abbattuti come prevede l’art.16 della Direttiva Habitat, rappresentando tuttora un pericolo per la collettività. A oggi la cosiddetta task force operante a Noicàttaro non è riuscita a catturare nessuno dei lupi responsabili, e in particolare quello dell’attacco di Ferragosto. Solo una giovane femmina è stata catturata, ma dall’analisi del Dna è stato dichiarato che non ha mai attaccato nessuno. Ipotesi tuttavia non da escludersi con assoluta certezza, perché del lupo che ha attaccato e ferito una bambina a Noicàttaro il 21 luglio non è stato raccolto alcun Dna, mentre quello del lupo che ha attaccato e ferito una bambina il 4 agosto si è detto che fosse insufficiente. In tale ottica quindi l’eventuale liberazione di questa lupa rappresenta una grave responsabilità civile e penale per chi decidesse la reintroduzione”.




