Puglia

Saluto fascista sulla tomba di Mussolini, bufera sul consigliere

È forte il dibattito a Mola dopo la pubblicazione di una foto come stato whatsapp. La foto ritrae un uomo che fa un saluto fascista sulla tomba di Benito Mussolini, a Predappio. L’uomo è il consigliere comunale di maggioranza, Giuseppe Calabrese.L’immagine risalirebbe ad alcuni anni fa ma, ovviamente, non è passata inosservata ai suoi contatti.

E al sindaco Giuseppe Colonna che sulla sua pagina Facebook ha fatto sentire tutto il suo disappunto: “Apprendo con profonda indignazione della pubblicazione, sullo stato WhatsApp di un consigliere comunale di maggioranza, di un’immagine gravemente offensiva dei valori democratici e costituzionali. – ha scritto a proposito di Calabrese, anni fa esponente eletto nelle file del  centrodestra ma poi passato ai partiti di centrosinistra- Non si può trattare un gesto simile come una leggerezza, una provocazione, né tantomeno di una “scelta personale”. È un gesto politicamente e simbolicamente grave, incompatibile con il ruolo di chi rappresenta un’istituzione democratica e con la responsabilità che ne deriva.

Mola di Bari – prosegue il sindaco – è una comunità che si riconosce senza ambiguità nei principi della Costituzione antifascista, nella difesa della dignità umana, nella memoria delle vittime delle dittature e nel rifiuto netto di ogni forma di autoritarismo, odio e discriminazione. Su questo non esistono mediazioni, distinguo o silenzi opportunistici. L’Amministrazione comunale ha dimostrato nel tempo, con atti concreti e scelte coerenti, la propria adesione ai valori di democrazia, uguaglianza, inclusione e antifascismo. Tra questi, la partecipazione continuativa dal 2019 al Treno della Memoria, a testimonianza di un impegno reale nella costruzione di una coscienza civile e storica, soprattutto tra le giovani generazioni. Ogni simbolo, gesto o richiamo che lo evochi è inaccettabile, soprattutto se proviene da chi ricopre un incarico istituzionale”.

Dura la richiesta di Colonna: “Chiedo formalmente al consigliere comunale di assumersi pienamente la responsabilità di quanto accaduto, di presentare pubbliche scuse senza ambiguità e di intraprendere ogni iniziativa necessaria a riparare il grave danno arrecato all’istituzione, alla comunità e alla coalizione che rappresento. Chi siede nelle istituzioni ha il dovere non solo di rispettare, ma di difendere attivamente i principi della Costituzione, nei comportamenti pubblici e privati. Su questi valori non si può tacere”.

Sono poi arrivate le scuse di Calabrese: “All’Amministrazione comunale, alla comunità e alla città tutta formulo le mie pubbliche scuse per quella che certamente è una manifestazione grave. Non vi sono giustificazioni possibili per sollevare il mio errore da responsabilità morali e istituzionali. L’aver sottovalutato l’impatto e il significato di tale pubblicazione non è nemmeno una attenuante da valutare. La foto, risalente a diversi anni fa, non corrisponde ai valori che mi hanno accompagnato negli ultimi anni in un percorso politico e di ideali nuovo, rinnovato e riconsiderato nei principi essenziali. Il rispetto dell’altro e delle persone sono ideali che ritengo più importanti di ideologie ormai legate al passato personale”.




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