Economia

Salute, il 30% degli italiani si è rivolto alla sanità privata nell’ultimo anno


Un numero sempre crescente di italiani rinuncia al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) e si rivolge al privato per aggirare le liste d’attesa: è il preoccupante quadro che emerge dalla nuova indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, che ha sondato un campione di 1.200 persone in tutta Italia dai 18 ai 70 anni, fotografando un disagio ormai sempre più diffuso nel percorso di accesso alle cure.

Dalla ricerca emerge che quasi un terzo degli italiani (30%) dice di essersi rivolto di più alla sanità privata nell’ultimo anno, mentre solo il 18% afferma di aver effettuato visite legate a una malattia prevalentemente attraverso il sistema pubblico. Nonostante più della metà affermi di avere ancora fiducia nella sanità pubblica (55%), per il 59% degli intervistati da sola non è stata sufficiente per rispondere a tutti i propri bisogni di cura, con un picco del 77% al Sud. Le cause sono facilmente rintracciabili: il 76% indica i tempi di attesa come il motivo per cui esce dal circuito del Ssn, con il 71% che pensa siano aumentati rispetto a 2-3 anni fa. Tra le altre motivazioni: i pochi posti disponibili (49%) e le difficoltà di prenotazione (35%). Tra chi è ricorso alla sanità privata, il 60% indica come motivazione i tempi di attesa gestibili, oltre alla maggior disponibilità di date e orari (32%).

A essere messa in discussione non è dunque la qualità del sistema pubblico. Anzi, in merito la ricerca ha rilevato delle evidenze positive: aumenta la percentuale di chi si dice soddisfatto delle cure ricevute, che sale al 54% dal 47% dell’indagine precedente, e anche di chi ritiene la sanità pubblica italiana tra le migliori al mondo (39%, era il 36%). Ma se il 59% di chi si è rivolto al privato ha atteso solo pochi giorni per l’erogazione delle prestazioni, con il pubblico quasi un italiano su due (43%) ha aspettato almeno 3 mesi, in alcuni casi (18%) sei, se non di più.

Per invertire la tendenza, secondo il 66% degli intervistati la priorità del Ssn deve essere ridurre i tempi di attesa per ricoveri, visite e analisi. C’è poi un 63% che ritiene che l’integrazione della sanità privata nel Ssn possa alleviare la pressione sul sistema pubblico e ridurre le attese, mentre il 59% vede con favore un maggior ricorso alla telemedicina e ad altre soluzioni tecnologiche per l’assistenza a distanza.


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