Salute della schiena a scuola: il peso dello zaino non causa scoliosi ma servono screening e prevenzione nelle aule per tutelare gli studenti

Il mal di schiena colpisce il 20% dei giovani in età scolare. L’università del Salento ha organizzato un convegno presso l’Istituto Marcelline di Lecce per sensibilizzare famiglie e docenti sulla prevenzione delle patologie vertebrali.
La sedentarietà davanti agli schermi danneggia la colonna più dello zaino pesante
La salute vertebrale degli studenti registra un peggioramento significativo negli ultimi anni. Andrea Bernetti, professore di Medicina fisica e riabilitativa dell’università del Salento e segretario generale della Simfer, evidenzia come il 20% dei giovani soffra di lombalgia persistente o ricorrente. La sedentarietà, l’obesità e i fattori psicologici come stress e ansia rappresentano i principali elementi di rischio per lo sviluppo di problematiche al rachide durante l’età evolutiva.
Una meta-analisi del 2024 ha rilevato dati allarmanti sul tempo trascorso davanti agli schermi di smartphone, tablet e computer. Ogni ora addizionale di utilizzo quotidiano di dispositivi elettronici aumenta del 26% il rischio di mal di schiena nei bambini e negli adolescenti. Il professor Bernetti spiega: “Il meccanismo patogenetico è legato non solo alla postura flessa prolungata, spesso definita ‘Text Neck’ o ‘i-Posture’, ma anche alla riduzione drastica dell’attività fisica”. La scoliosi idiopatica e la lombalgia emergono come fenomeni complessi che richiedono una comprensione approfondita delle dinamiche tridimensionali del rachide.
Gli zaini scolastici non provocano deformità vertebrali ma vanno alleggeriti
La convinzione diffusa che uno zaino scolastico troppo pesante possa causare scoliosi è stata smentita da numerosi studi scientifici. Il professor Bernetti chiarisce: “L’idea che uno zaino troppo pesante possa essere la causa scatenante della scoliosi è stata smentita. Uno zaino dal peso eccessivo può causare affaticamento muscolare, cattiva postura temporanea o lombalgia, ma non modifica la struttura ossea delle vertebre in modo tale da generare una deformità scoliotica”. Gli zaini carichi rappresentano comunque un fattore di rischio per lo sviluppo di condizioni dolorose del rachide.
La raccomandazione scientifica attuale non prevede l’eliminazione degli zaini dalle scuole, ma la riduzione del peso eccessivo e la promozione di uno stile di vita attivo. Gli esperti sottolineano come una schiena allenata e muscolata sia capace di sopportare meglio i carichi quotidiani. Gli sport in carico come pallavolo, basket, calcio, tennis e atletica sono considerati benefici perché costringono il sistema posturale a vincere la forza di gravità, rinforzando la muscolatura antigravitaria.
Un altro mito da sfatare riguarda gli sport asimmetrici come tennis e scherma. Bernetti precisa: “In passato si temeva che l’uso prevalente di un lato del corpo potesse peggiorare la curva scoliotica. La ricerca moderna non ha trovato alcuna prova di questa correlazione”. Per un ragazzo affetto da scoliosi, la pratica di qualsiasi sport scelto per passione risulta preferibile alla sedentarietà. Lo sport contribuisce al benessere globale, al tono muscolare e all’autostima, elementi cruciali per l’aderenza a lunghi trattamenti riabilitativi o ortopedici. Anche il nuoto, tradizionalmente consigliato, non può essere considerato una terapia per la scoliosi e in determinate condizioni può risultare controindicato.
La diagnosi precoce a scuola rappresenta l’arma più efficace contro le patologie vertebrali
Lo screening scolastico costituisce lo strumento principale per individuare precocemente le patologie vertebrali. La scoliosi idiopatica mostra una prevalenza variabile tra il 3% e il 12%, con una natura genetica multifattoriale complessa. L’incidenza della patologia e il rischio di progressione sono strettamente legati al genere e alla maturazione ossea. Il periodo di massimo rischio coincide con il picco di crescita puberale, tra i 10 e i 14 anni, quando lo scheletro assiale subisce l’allungamento più rapido.
La diagnosi precoce rappresenta l’elemento determinante per il successo del trattamento. La scoliosi risulta generalmente asintomatica nelle fasi iniziali e non provoca dolore, quindi può progredire silenziosamente fino a diventare evidente solo quando ha raggiunto gradi elevati. Le indagini di screening condotte nelle scuole hanno lo scopo di individuare i giovani nel periodo di massimo rischio. Bernetti raccomanda: “Bisogna riferirsi a medici specializzati nella diagnosi e nella gestione di queste condizioni cliniche troppo spesso banalizzate”.
I genitori possono prestare attenzione ad alcuni segni rivelatori di un’alterazione posturale: asimmetria delle spalle, con una spalla più alta dell’altra; scapole asimmetriche, una più sporgente o più alta; variazione del profilo dei fianchi, uno più dritto e uno più curvo. La collaborazione tra famiglia, scuola e medici specializzati rappresenta la strategia più efficace per tutelare la salute vertebrale degli studenti e intervenire tempestivamente sulle patologie del rachide in età evolutiva.
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