Salopette Boyz: Un rave guascone per tornare a fare baldoria :: Le Recensioni di OndaRock
Immaginiamo un rave da qualche parte tra Brixton e Brighton in piena epopea big beat anni 90, e magari aggiungiamoci un vocalist che sbeffeggia chiunque dalla console, animando i danzanti con frasi a effetto un po’ alla Franchino (memorabile) e un po’ alla Zicky il Giullare. Ebbene: parte più o meno così “Salopette boyz”, il nuovo Ep di Refo, musicista e producer eclettico, all’anagrafe Alessandro Del Freo, co-fondatore del Creative Hub, un polo artistico situato a Lucca, attraverso il quale ha costruito due studi di registrazione che tuttora Refo gestisce. Ad anticiparne l’uscita, è il singolo “A cazzotti”, che impera con il suo passo breakbeat, finendo per mettere subito le cose in chiaro ai naviganti, tra richiami a Prodigy e Chemical Brothers.
Siamo quindi al cospetto di un festino dai contorni anche eurodance, da cui spuntano poi momenti vagamente reggae con ripartenze hardcore (“Pogobang”) e assalti in scia techno che agli over 40 potrebbero far tornare a galla Tommy Schleh e Enrico Zabler, di conseguenza le compilation mattacchione di oltre trent’anni fa con Daffy Duck alla “voce”.
Al netto delle breve durata, “Salopette boyz” è un party divertente, da lasciar scorrere quando si ha voglia di fare baldoria ricordando le piroette elettriche di un’epopea gloriosa. “Hangover” è proprio tutto questo, e con essa addirittura sale in cattedra anche una tromba scassata o filtrata a mo’ di voce, fate un po’ voi, che gigioneggia in un brano costruito per sfiancarsi di brutto.
C’è forse troppa dietrologia danzereccia nelle partiture di Refo e nei suoi ritmi cazzoni (e a volte cazzuti), ma va bene così.
04/11/2025




