Liguria

Salis: “Io in politica nazionale? Non a questo giro. Meloni? Se avessi titolo la sfiderei”


Genova. “Ho altri quattro anni di mandato a Genova. Se per me ci sarà un giro in politica nazionale, non sarà il prossimo“. Lo ribadisce la sindaca di Genova Silvia Salis, intervistata mercoledì sera da Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

Sulla questione primarie, dopo aver detto più volte che non si candiderà e che le ritiene uno strumento divisivo per il campo progressista, Salis allarga le braccia: “Ormai facciamole, così possiamo passare a una fase successiva di consolidamento. Non sarebbe corretto per i partiti che mi sostengono dire per chi voterei. Mi riconosco nel Pd, ma sosterrò chi vincerà. Se Schlein dovesse perdere sarebbe sicuramente un duro colpo avendo così tanto distacco dai Cinque Stelle in termini di consensi”.

“Con Schlein – ha aggiunto – ci sentiamo spesso. Non mi ha chiesto formalmente di fare la federatrice, ma mi sostiene a Genova come Pd“. Poi ha ribadito la linea a favore del campo larghissimo, comprendendo anche i moderati: “Credo si vinca ovunque, anche al centro che ha un peso come l’estrema sinistra. Per me tutti dentro, anche Renzi: l’obiettivo è vincere“.

Giorgia Meloni? “È una donna determinata e con costruzione politica solida. Come donna, poteva fare di più una volta al governo. Più attenzione allo stato sociale, alle famiglie. Sfidarla anche solo in dibattito? Se avrò titolo sì, ma al momento sono la sindaca di Genova“.

Parlando dei temi d’attualità nazionale, dopo aver commentato a Genova il nuovo decreto sicurezza del governo, Salis ha messo l’accento sulle proteste del Sud Italia esprimendo solidarietà: “C’è sconcerto di come le notizie sul Meridione non siano arrivate, mentre si è parlato incessantemente di Milano. È incredibile come ci si sia concentrati sulle violenze e non si sia data voce a una protesta che ha svuotato supermercati e pompe di benzina. Ignorare questa tensione e queste richieste legittime spostando l’attenzione sulla risposta securitaria è un modo per aggirare il problema. Sul prezzo del gasolio – ha aggiunto – ci sono responsabilità internazionali che non possono essere imputate alla presidenza del Consiglio”.

 




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