Sagra della polenta. A Rigutino l’edizione 2026

La festa si svolgerà nei giorni 1, 2, 3, 4 e 8, 9, 10, 11 ottobre.
Cosa dicono gli organizzatori
La sagra della polenta di Rigutino nasce nel 1983 con l’intento di riproporre al paese un pezzo di passato che la società del benessere e del progresso a tutti costi, li aveva portati a mettere da parte se non a rimuovere. La polenta di mais ricorda un periodo di povertà e stenti; era il “pane dei poveri” e spesso anche il companatico. Sin dalla prima edizione abbiamo voluto riproporre questo piatto “povero” arricchendolo con il sugo dei “ricchi”: macinato di vitella, macinato di maiale, odori della tradizione, funghi freschi e porcini secchi, il tutto tirato a fuoco lento per circa 4 ore.
Polenta al sugo di carne e carne con funghi
La preparazione della polenta, rigorosamente in paioli di rame, girata a mano nelle prime edizioni, viene eseguita con farina di mais di differenti granulosità, 6 kg in 50 litri d’acqua, circa 300 g di sale, un filo d’olio extravergine d’oliva, fatta bollire per 30/40 minuti, calata in spianatoie di legno e fatta riposare per 15/20 minuti prima di essere servita ancora fumante. Per la polenta fritta il “riposo” è di 24 ore.
Polenta ai formaggi
La polenta fumante viene calata in spianatoie di legno e fatta riposare per 24 ore. Il giorno dopo viene tagliata a fette sottilissime è disposta negli appositi contenitori sistemando una fila di fettine in piedi una fila di fettine di formaggio, una fila di polenta una fila di formaggio (qualità diversa dal precedente). I formaggi sono parte riservata della ricetta e variano da 3 a 5 qualità diverse. Il tutto irrorato da abbondante besciamella e cotto in forno. Verrà servita negli appositi “coccini” bollenti. Le carni alla brace e al forno sono parte integrante della cultura culinaria della nostra terra. Ha riscosso notevole gradimento la riproposizione (solo nella giornata del venerdì) della trippa, altro piatto povero della nostra tradizione.
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