sabotata la linea Adriatica, si segue la pista anarchica
PESARO Ore 5,20: è ancora buio sui binari poco dopo la stazione di Pesaro, direzione Nord. All’altezza del ponte ciclopedonale sul Foglia, un ferroviere di un treno merci nota del fumo in corrispondenza di un tombino che contiene i cavi elettrici della linea. E’ l’inizio di una giornata da incubo per i collegamenti ferroviari, con la pista del dolo di matrice anarchica che si fa sempre più strada nel prosieguo della giornata. Tanto che il Gruppo Fs parla espressamente di «azioni di sabotaggio».
Il tassello
Pesaro è un tassello di un disegno più ampio perché a Bologna un incendio a un passaggio scambiatore all’altezza di Castel Maggiore, ha distrutto dei cavi elettrici. Sono stati rinvenuti due ordigni incendiari rudimentali: uno si è attivato, l’altro no. Gli stessi investigatori non escludono che si tratti di un atto dimostrativo mirto alle Olimpiadi di Milano-Cortina, sul modello di quanto era avvenuto in Francia nel 2024 per le Olimpiadi di Parigi. L’obiettivo sarebbe stato quello di bloccare o rallentare la linea Adriatica verso nord.
Tracce di benzina
A Pesaro l’incendio ha colpito un pozzetto in cui erano presenti dei cavi elettrici e una vicina cabina dedicata alla movimentazione. Sono subito intervenuti i vigili del fuoco, assieme agli agenti della polizia ferroviaria, Digos e polizia scientifica. Con loro anche i tecnici ferroviari. I pompieri hanno spento l’incendio, ma l’intervento è proseguito nelle ore successive per verificare la possibile matrice dolosa. Sarebbero state condotte delle analisi dei fumi con dei sensori che avrebbero risposto positivamente alla presenza di benzina, l’elemento chiave per dare alle fiamme il pozzetto con i cavi. La notizia di un fatto simile a Bologna, ha fatto pendere le indagini verso una direzione precisa. Il fascicolo d’indagine è contro ignoti, i reati al momento accertati sono l’incendio doloso e l’interruzione di pubblico servizio. L’attenzione è sulla matrice anarchica antagonista con gruppi che avrebbero pianificato i sabotaggi in maniera sistemica anche se al momento non c’è stata alcuna rivendicazione. Un danneggiamento studiato nel dettaglio anche a Pesaro perché in quel punto, all’altezza del ponte ciclopedonale, non ci sono telecamere che possano aver ripreso la scena. Ed era buio pesto.
Vigili del fuoco e polizia
Dunque una scelta che appare tutt’altro che casuale e non improvvisata perché il pozzetto che contiene i cavi elettrici era un obiettivo sensibile e decisivo per interrompere il traffico. La circolazione ferroviaria ha vissuto una giornata da incubo. E’ stata inizialmente sospesa a Pesaro dalle 5.20. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti immediatamente, riuscendo a riaprire uno dei due binari e a consentire la ripresa parziale della circolazione. Per tutta la giornata ci sono state attività tecniche finalizzate al completo ripristino dell’infrastruttura danneggiata, ma si sono accumulati notevoli ritardi, fino a 3 ore e passa e fino a sera sono continuati i disagi. Ci sono state anche cancellazioni di regionali oltre che della Freccia Lecce-Milano delle 6,23 nella tratta Ancona-Bologna. Mentre Frecce e Intercity per Milano e per Pescara hanno registrato ritardi fino a 90 minuti. Un caos amplificato anche dal fatto che il sabotaggio di Bologna ha bloccato la linea verso Nord. Rfi ha fatto sapere che «le donne e gli uomini del Gruppo Fs, impegnati nelle attività di manutenzione e nell’assistenza ai passeggeri, sono intervenuti con rapidità e professionalità per limitare i disagi, ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile e garantire il massimo supporto alle persone coinvolte». Una situazione in progressiva ripresa nel pomeriggio.




