Ryanair, la multa dell’Italia fa crollare l’utile nel terzo trimestre
MILANO – La compagnia aerea irlandese Ryanair ha visto il suo utile netto crollare dell’80% nel corso del terzo trimestre fiscale, risultato pesantemente appesantito soprattutto da una multa di oltre 255 milioni di euro inflitta a dicembre in Italia per abuso di posizione dominante. L’Antitrust italiana ha sanzionato il vettore per aver ostacolato l’accesso delle agenzie di viaggio ai propri servizi.


La compagnia ha chiuso il terzo trimestre dell’anno fiscale 2026 con ricavi pari a 3,21 miliardi di euro, in crescita del 9%. I ricavi programmati sono aumentati del 10% raggiungendo i 2,10 miliardi, grazie a un aumento del traffico del 6% e a un aumento delle tariffe del 4%, favorito dalle numerose prenotazioni effettuate a ottobre per le vacanze scolastiche e quelle last minute per Natale e Capodanno.
Nel trimestre la compagnia aerea ha registrato un utile al netto di 115 milioni di euro, al loro delle componenti straordinarie e rispetto ai 149 milioni di euro registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente. Una componente straordinaria di 85 milioni di euro rappresenta un “accantonamento pari a circa il 33% dell’infondata multa inflitta dall’Agcm italiana, che i nostri legali sono certi verrà annullata in appello”, si legge in una nota. La liquidità lorda era pari a 2,4 miliardi di euro. Ryanair distribuirà un dividendo intermedio di 0,193 euro per azione.
Le previsioni per il 2026
La compagnia aerea prevede che il traffico nell’anno fiscale 2026 crescerà del 4% fino a raggiungere quasi 208 milioni di passeggeri (precedentemente erano 207 milioni), grazie alla forte domanda e alle consegne Boeing anticipate rispetto alle previsioni. La società prevede che le tariffe supereranno il 7% di crescita. Per l’intero anno previsto un utile netto, escludendo voci straordinarie, compreso tra 2,13 e 223 miliardi di euro. Il risultato finale dell’esercizio 2026 rimane esposto a sviluppi esterni negativi nel quarto trimestre, tra cui “l’escalation del conflitto in Ucraina e in Medio Oriente, shock macroeconomici e qualsiasi ulteriore impatto dei ripetuti scioperi Atc europei e della cattiva gestione”.
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