Rugby, l’Italia batte l’Inghilterra e fa la storia
ROMA – Festa, è festa condita di lacrime. Ci sono voluti 35 anni e 33 match. Ma oggi l’Italia del rugby ce l’ha fatta. L’Inghilterra è stata battuta per la prima volta. L’unica avversaria europea che ci aveva sempre messo sotto, che per anni ci ha trattati con sufficienza, è caduta all’Olimpico. Con quasi 50mila tifosi italiani sfiniti pure loro e strapieni di felicità, e con 20mila fan inglesi increduli. Per la terza sconfitta consecutiva nel torneo e per il risultato che si è capovolto negli ultimi 25 minuti, in forza di un parziale di 13-0 a favore degli Azzurri. Vittoriosi con merito, capitan Lamaro e i suoi compagni, che non si sono persi nei momenti più difficili dell’incontro, anche a livello psicologico, e hanno saputo prevalere anche sul piano della disciplina.
Una battaglia durissima per tutto il primo tempo, e l’Italia è stata capace di difendere mettendoci ordine e – appunto – disciplina, soprattutto quando si è trattato di superare senza subire punti i primi dieci minuti di gioco, nei quali gli inglesi sono rimasti per il 96% del tempo nella nostra metà campo, con il 74% di possesso palla.
Insomma, gli ospiti hanno preso per primi l’iniziativa, ma gli Azzurri hanno tenuto e sono progressivamente risaliti. Buono un calcio di punizione conquistato in mischia chiusa, bella una volata di Ioane e poi, al 21’, i primi punti del match sono stati firmati da Paolo Garbisi su calcio piazzato in seguito a un fuorigioco dei Bianchi. L’Inghilterra ha perso un po’ di tranquillità, ma dopo avere giocato in touche una punizione a favore (stavolta per irregolarità azzurra in mischia chiusa) ha scelto il lancio lungo, spostando poi due volte il fronte di gioco fino a un passaggio di 20 metri a Freeman, libero (come dice il cognome…) di andare a segnare sull’out sinistro. Era il 26’.
Otto minuti dopo grande azione degli Azzurri con un possesso ben gestito in mezzo al campo e poi il buco in trasversale di Menoncello (votato uomo del match), che riceveva da Alessandro Garbisi e andava a segnare di velocità e potenza. Trasformazione del Garbisi maggiore e 10-5 fino allo scadere del tempo, quando per la prima volta in casa azzurra la lucidità è improvvisamente calata. Vinta una mischia, bastava calciare fuori il pallone, ma Niccolò Cannone ha deciso di attaccare all’altezza della metà campo: pallone recuperato dall’Inghilterra, contrattacco rapido e calcio-passaggio di Fin Smith per la meta di Roebuck, con trasformazione dello stesso Smith e chiusura della prima frazione sul 10-12.
Una bella botta per il morale, e l’inizio della ripresa non era dei migliori, con una concentrazione che faticava a tornare al massimo livello. L’apertura Fin Smith centrava due penalty, al 44’ e al 53’, per il massimo scarto (otto punti) tra le due squadre nel corso della partita. Il secondo calcio, oltretutto, era stato concesso per un fallo di Nicotera, che si è preso una sanzione con 10 minuti da trascorrere fuori dal campo. Anche nella ripresa, però, l’Italia ha saputo riassestarsi, senza lasciar perdere le occasioni fornite da due cartellini gialli inflitti agli inglesi. Al 57’ un contatto spalla-contro-testa di Underhill su Fischetti lasciava anche gli uomini del ct Borthwick in 14 e dava a Paolo Garbisi la possibilità di mettere a segno tre punti. Nuovo calcio piazzato al 60’, sempre con esito favorevole, e lo svantaggio scendeva a due punti: 16-18.
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