Rose Villain: «Un figlio? Sì, con Andy “non può venire sbagliato”. A volte ho paura del mio bagaglio di oscurità, ma con una persona così entusiasta della vita al mio fianco sono tranquilla»
Addirittura.
(ride) «Eh sì, anche Andy oggi me lo ricorda, facevo un po’ paura, non ero esattamente la persona con cui sogni di fidanzarti. Però poi ci siamo innamorati perdutamente».
Racconti.
«C’era stato qualcosa, ma lui era tornato in Italia e io sono tornata a prendermelo. Ci sono state anche delle coincidenze incredibili: un biglietto d’aereo spostato per overbooking e io che mi ritrovo a stare con lui per tre giorni. Pensi poi che scopriamo che a Milano vivevamo a un isolato di distanza, ma non ci eravamo mai visti».
Che cosa le piace di lui?
«Gli interessano le cose vere, le persone, osserva la gente quando è per strada, è curioso, non gliene frega niente dei social. È genuino, onesto, leale. E poi è un ottimista. Con lui sono cambiata».
Meno dark?
«Molto meno dark».
Prima di Andy, invece?
«Ho avuto quasi solo relazioni tossiche. A lungo sono stata affascinata da persone fredde, pensavo che avrei dovuto salvarle, rompere quel guscio, ma poi ho capito che dietro non c’era niente. Erano solo persone di merda. E infatti ora ho trovato un napoletano divertente e caloroso».
«Si na pret», le hanno urlato dalla platea di Sanremo: in napoletano vuol dire «sei una bella ragazza».
«Mi ha fatto ridere, l’ho presa come un complimento…».
Però…
«Però spesso per strada mi fermano per dirmi: “Sei bellissima”. Non mi dicono: “Sei bravissima”. Il complimento mi fa piacere, certo, ma mi spiazza. E alla fine, in fondo, un po’ ci resto male. Davvero è questo che passa di me? Io voglio essere riconosciuta come musicista, non ho mai basato la mia vita o la mia carriera sul fatto di essere una ragazza carina. In America ci sono artiste bellissime il cui talento non viene screditato dalla bellezza, invece in Italia abbiamo un problema di sessismo».
Oltre che bella, le dicono che è sexy.
«Ma io non mi sento sexy, ai concerti mi vesto comoda. Ogni tanto mi voglio sentire figa, ma di base sono un maschiaccio. Io e mio marito condividiamo lo stesso armadio, io prendo dai suoi vestiti e lui dai miei. La sessualità non è il mio mezzo di comunicazione».
È timida?
«Timidissima. Ho anche un po’ di ansia sociale».
Non va alle feste?
«Sono sempre stata la ragazza che sta tutta la sera nell’angolo, alle feste. Non mi piace stare in mezzo alla gente, i meccanismi sociali mi terrorizzano, quando le persone si aggregano vengono fuori situazioni scomposte e un po’ ignoranti, detesto il cameratismo. Sono fatta per stare in piccoli gruppi».
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