Abruzzo

«Rosaura alle dieci» vince il Premio Mayor


Un importante riconoscimento internazionale porta il teatro frentano sul palcoscenico di Buenos Aires. «Rosaura alle dieci», spettacolo ideato, diretto e interpretato da Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini, ha vinto il Premio Mayor del Premio Teatro del Mundo nella categoria dedicata agli spettacoli internazionali.

Il riconoscimento, assegnato dal Centro Cultural Rector Ricardo Rojas dell’Università di Buenos Aires, è tra i più autorevoli della scena teatrale argentina. La ventiseiesima edizione ha premiato le esperienze più significative della stagione 2025, selezionate da una giuria composta da studiosi e critici teatrali.

«Dentro Rosaura alle dieci ci sono trent’anni della nostra ricerca teatrale: maschere, burattini d’arte, figure drammatiche, teatralità e teatro popolare d’arte. Ci sono il nostro lavoro, la nostra storia, il nostro modo di intendere il teatro», spiegano Angelucci Marino e Gesini.

Gli artisti hanno voluto condividere il risultato con tutte le persone coinvolte nella realizzazione dello spettacolo. «Condividiamo il premio con Flor Galano, Brat Teatro, Brina Babini, Vize Ruffo ed Ettore Nigro, compagni fondamentali in questo viaggio. Un ringraziamento va a Jorge Dubatti, alla giuria del Premio Teatro del Mundo, al Centro Cultural Rector Ricardo Rojas dell’Università di Buenos Aires e al pubblico argentino, che ha accolto Rosaura con grande generosità».

Coprodotto dal Teatro del Sangro e da Green Factory, lo spettacolo nasce dal primo romanzo dello scrittore argentino Marco Denevi, pubblicato nel 1955. Al centro della storia c’è un delitto ricostruito attraverso le testimonianze di cinque personaggi, ciascuno portatore di una versione differente degli avvenimenti.

La riscrittura teatrale firmata da Angelucci Marino e Gesini trasferisce la struttura del romanzo in un linguaggio contemporaneo, costruito attraverso il lavoro degli attori, le maschere, i burattini e le figure sceniche. Il risultato è un racconto nel quale memoria, verità e rappresentazione si sovrappongono continuamente, lasciando allo spettatore il compito di ricomporre i diversi punti di vista.


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