Calabria

Rosarno, cosca unita e predominio criminale: il “manifesto” di Umberto Bellocco

L’inchiesta era partita da Brescia, dove il Ros dei carabinieri aveva scoperto che alcune persone avevano contatti con un’utenza all’interno del carcere di Lanciano. I militari dell’Arma scoprirono che l’utilizzatore di quel numero era Umberto Bellocco (classe 83). Il giovane boss della potente cosca di Rosarno era stato condannato nel processo denominato “Blue call”, ma secondo la Procura antimafia di Reggio Calabria continuava a gestire il clan dall’interno della sua cella.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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