Rosalía e la nascita di Lux: «Mia sorella mi ha detto: “Smettila di distruggere le canzoni”. È da lì che ho iniziato a lasciare entrare la luce, mi sono spinta al limite. Tremavo per lo stress»
Rosalía apre le porte del suo nuovo mondo musicale con Lux, il suo quarto album in uscita il 7 novembre. Durante l’incontro con Zane Lowe su Apple Music a Madrid, la cantautrice parla a cuore aperto del processo creativo, delle sfide e delle ispirazioni che hanno dato vita al progetto.
«È un momento bellissimo, quando finalmente puoi dire: “Ok, ora l’album è finito” e arriva il momento di condividerlo», racconta Rosalía. Riflettendo sul titolo del disco, aggiunge: «Volevo che si chiamasse Lux perché rappresenta il modo in cui si può creare spazio per far entrare la luce». L’artista condivide anche l’influenza delle parole di Leonard Cohen: «Dimentica la perfezione. C’è una crepa in ogni cosa. È così che entra la luce. E credo che volessi proprio questo: che la luce entrasse».
Un momento chiave del percorso creativo è stato il consiglio spiazzante ma necessario di sua sorella: «Mi ha detto: “Perché devi sempre distruggere la canzone?” All’inizio ci sono rimasta malissimo, ma poi mi sono chiesta: “Forse non mi sto permettendo di andare fino in fondo. Forse scrivo canzoni, ma non completo davvero il pensiero”. Così mi sono promessa che avrei fatto un album in cui avrei provato a finire ogni pensiero, ogni canzone, fino alla fine».
La sperimentazione linguistica è un altro elemento distintivo di Lux. Per la traccia Mio Cristo, cantata in italiano, Rosalía racconta: «All’inizio scrivevo in spagnolo, poi mandavo il testo a un traduttore e usavo anche Google Translate, andando avanti e indietro per un anno intero. Alla fine, improvvisando, ho trovato il tema al pianoforte. Non so nemmeno se sia davvero un’aria, ma ne è ispirata». «Ho trovato molto bello scoprire la storia di Santa Chiara d’Assisi e San Francesco d’Assisi: a quanto pare avevano un legame fortissimo, un’amicizia profonda. E mi sono detta: “Ok, voglio provare a scrivere di un’amicizia così”».
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