Rosa Elettrica arriva su Sky: Davide Marengo ridisegna il thriller on the road con Maria Chiara Giannetta
Sky torna a fare quello che gli riesce meglio: trovare nuovi spunti per film e serie tv. La nota azienda televisiva scommette da anni su potenziali novità in circolazione. I risultati di prodotti come Romanzo Criminale – La Serie, Gomorra – La Serie e Gomorra – Le Origini parlano chiaro. La televisione del futuro passa attraverso cult seriali che strizzano l’occhio al cinema. La struttura episodica è un espediente ulteriore per dar vita a nuove forme di narrazione, che possono approfondire le sfumature di ogni singolo personaggio e aspetto di un racconto, senza perdere di vista le suggestioni cinematografiche.
Oggi le serie televisive strizzano l’occhio al grande cinema, sono prodotte e concepite nella direzione del grande schermo. Anche se, poi, la comodità è poterle guardare dal divano di casa propria o attraverso il tablet. Sky, in altre parole, prima di molti, ha capito che per andare avanti – dal punto di vista cinematografico – non occorre disdegnare la sala (infatti numerose sono le produzioni di lungometraggi in cui è coinvolta) è sufficiente mantenere un equilibrio tra ciò che troviamo al cinema e quello di cui possiamo disporre on demand. I titoli più gettonati, da Gomorra – La Serie a Romanzo Criminale, sono nati come cult cinematografici per poi arrivare a diventare un racconto episodico. Tutto con la stessa intensità e resa fotografica, scenica, audio e luci. Non cambia nulla, semmai migliora.
Rosa Elettrica nuova serie Sky con Maria Chiara Giannetta
Proprio in quest’ottica stanno proseguendo a muoversi dalle parti di Rogoredo. Sky Italia, infatti, ha prodotto e disposto la messa in onda di un nuovo progetto chiamato Rosa Elettrica. Al centro della scena c’è Maria Chiara Giannetta – che abbiamo già apprezzato in contesti seriali particolarmente convincenti sulla televisione pubblica, basta guardare i risultati di Blanca nel corso delle diverse stagioni – supportata da Francesco Di Napoli. Insieme sono Rosa Valera e Daniele Mastronero, rispettivamente una giovane agente sotto copertura alle prese con scelte più grandi di lei e un baby-boss di camorra che sceglie di collaborare con la polizia. Al punto che persino il suo soprannome (Cocìss) diventerà argomento di conversazione.

La storia ha una premessa semplice, ma efficace: Rosa è stata trasferita da poco al Nucleo Protezione Testimoni e al suo primo incarico deve fare la guardia a Cocìss, un giovane e imprevedibile boss della camorra appena pentito. Finito nel mirino del clan rivale, ha accettato di collaborare con la polizia per salvarsi la pelle. Rosa non capisce perché sia stata scelta proprio lei, ma non ha tempo di farsi frenare dalle incertezze. Decisa a proteggere Cocìss a tutti i costi, non si ferma neppure quando realizza che c’è una falla nel sistema e che, oltre alla carriera, sta rischiando la vita. Soli contro tutti, Rosa e Cocìss scappano insieme guidati da un obiettivo comune: salvarsi la pelle e scoprire la verità.
I precedenti di Davide Marengo
Le dinamiche dei vari rapporti riprendono i grandi thriller on the road del recente passato, pensiamo – per quanto riguarda l’Italia – a progetti come Palermo-Milano solo andata e Milano-Palermo il ritorno. La differenza è che quelli erano film basati esclusivamente su un’evoluzione pensata per il lungometraggio. La nuova chiave che Marengo trova all’interno di Rosa Elettrica è quella che strizza l’occhio, senza esagerare, alla scuola americana di cinematografia. I rapporti dei singoli personaggi diventano una sorta di trama nella trama: i protagonisti crescono insieme un episodio alla volta. Ciascuno uscirà trasformato in questo viaggio seriale. Intenso non solo dal punto di vista delle azioni, ma anche e soprattutto delle reazioni. Una serie a tinte forti dove c’è spazio anche per l’emotività.
Marengo, poi, è molto bravo a caratterizzare ogni scena con la componente paesaggistica. Le location non sono mai casuali e diventano protagonisti inconsapevoli della narrazione. L’esterno è sempre un fattore con cui fare i conti, specialmente in un prodotto come Rosa Elettrica che fa del capovolgimento di fronte un proprio vessillo. Il regista ha dato ampia dimostrazione di sapersi muovere entro questi confini seriali e cinematografici. È sufficiente riguardare lavori come Un’estate fa, Il Cacciatore e Notturno Bus. Senza contare il buon risultato di Vanina – Un vicequestore a Catania che, su Mediaset, vive di risultati altalenanti ma il prodotto nel suo complesso gode della giusta intensità e caratterizzazione. A maggior ragione è stata confermata un’ulteriore stagione, aspettando la terza eventuale.
Una scrittura tutta al femminile
Tornando a Rosa Elettrica, dal prossimo 8 maggio 2026 comincia questa nuova avventura a episodi su Sky. Oltre alle peculiarità relative alle azioni nel corso di ciascun episodio, dove i colpi di scena sembrano essere una costante affatto banale, l’intreccio narrativo è arricchito da una serie di dialoghi molto dinamici e pieni di spunti che vanno ad arricchire la componente psico emotiva di ciascun personaggio. Il merito è di una writers’ room tutta al femminile che include anche Fortunata Apicella, Serena Patrignanelli e Michela Straniero. Mentre il soggetto di serie è stato elaborato da Giordana Mari con Giampaolo Simi e Vittorino Testa.
La controtendenza rispetto al passato è stata quella di sacrificare leggermente l’intensità per favorire una maggiore complessità scenica. Il ritmo della serie è piuttosto serrato, anche perché la trama richiede sempre un certo dinamismo, ma con lo scorrere degli episodi cambieranno anche le prospettive di ciascun carattere presente nella serie. Rosa Elettrica basa la sua forza, come anche parte dell’appeal, sulle sorprese e le evoluzioni del racconto che si intreccia egregiamente con il tempo della storia.
In fuga con il nemico
Un nuovo modo di vedere l’universo della criminalità applicato al rispetto della Legge. Bene e male, metaforicamente e più in concreto con il passare del tempo di narrazione, viaggiano sullo stesso binario fino a toccarsi per far capire che il confine tra giusto e sbagliato può essere piuttosto labile. Da questa consapevolezza nasce anche il claim in fuga con il nemico. A dimostrazione che, talvolta, la complicità può arrivare da chi crediamo essere lontano da noi per estrazione sociale o convinzioni specifiche.

Il valore aggiunto di questa serie è proprio la capacità di scomporre quello che riteniamo possa far parte della consuetudine, anche nella gestione di vicende complicate, per dimostrare che la realtà è fatta da tante piccole sfumature in grado di cambiare il corso degli eventi persino con un dettaglio. Rosa Elettrica si candida, nonostante la concorrenza di materiali e spunti cinematografici, a essere fra le sorprese dell’anno Sky.
Un nuovo ciclo seriale
Ci sono le basi affinché il nuovo crime thriller on-the-run in sei episodi diventi una piacevole consuetudine con cui fare i conti per diversi anni. Maria Chiara Giannetta, Francesco Di Napoli ed Elena Lietti (Il sol dell’avvenire, Il Miracolo, Anna) nei panni del vicequestore Antonella Reja potrebbero essere di fronte all’apertura di un ciclo seriale destinato a caratterizzare l’offerta di Sky (e del panorama seriale italiano) ancora per molto tempo.
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