Roma sotto la media nazionale
Un Lazio a due velocità, dove la provincia corre e la Capitale affanna. Il rapporto 2025 del Centro di Coordinamento RAEE scatta una fotografia nitida del ciclo dei rifiuti tecnologici nella regione: un bilancio in chiaroscuro che vede il Lazio crescere del 6,9% (32.682 tonnellate raccolte), segnando uno dei risultati migliori d’Italia, nonostante il freno a mano tirato del Comune di Roma.
Se il dato regionale sorride, quello pro capite racconta una storia di rincorsa: con 5,72 kg di rifiuti elettrici per abitante, il Lazio accorcia le distanze ma resta ancora sotto la media nazionale (6,22 kg).
A pesare è soprattutto la prestazione della “Città Eterna”, che nel 2025 ha visto scendere la raccolta del 2,3%, mandando in discarica quasi 10 milioni di chili di apparecchiature tra frigoriferi, smartphone e vecchie TV.
L’eccellenza di Latina e il “miracolo” dei Grandi Bianchi
Mentre Roma fatica, la provincia di Latina si laurea prima della classe. Con un dato monstre di 10,20 kg/ab, il territorio pontino doppia la media regionale e si piazza tra le eccellenze assolute del Paese.
Un successo trainato dalla proattività dei negozianti e dei centri di raccolta, che hanno saputo intercettare i flussi meglio di chiunque altro. Bene anche Viterbo (7,41 kg/ab), leader nel riciclo dei piccoli elettrodomestici.
A livello di tipologie, i veri protagonisti del 2025 sono i cosiddetti “Grandi Bianchi”: lavatrici, lavastoviglie e forni segnano un balzo del 9,8%.
Seguono a ruota i giganti del freddo (frigoriferi e condizionatori) con un +9,6%. In picchiata, invece, le vecchie TV a tubo catodico e i monitor (-7,4%), un calo fisiologico che segna la fine definitiva dell’era analogica nelle case dei laziali.

Il paradosso romano: la provincia salva la città
Il dato del Comune di Roma (calato a 5,32 kg/ab) viene parzialmente compensato dall’area metropolitana, dove la raccolta è migliorata del 4,8%. Un segnale che indica come, spostandosi fuori dal centro urbano, i cittadini siano più inclini a utilizzare i centri di raccolta o i servizi di ritiro “uno contro uno” dei negozianti.
Proprio la distribuzione privata nel Lazio gioca un ruolo chiave: il 34% dei rifiuti tecnologici passa per i punti vendita, un dato molto più alto della media nazionale (23,3%).

Premi e Progetti: l’accordo con gli Aeroporti
L’efficienza paga, letteralmente. Nel 2025, i Comuni e i negozianti del Lazio hanno incassato oltre 2,6 milioni di euro in premi di efficienza messi a disposizione dai produttori. La fetta più grande è andata alla provincia di Roma (1,9 milioni), mentre Latina vanta il contributo più alto per singola tonnellata (87 euro).
“Il Lazio si muove a due velocità, ma il segnale è incoraggiante” ha commentato Fabrizio Longoni, DG del Centro di Coordinamento RAEE, citando come modello l’accordo tra Aeroporti di Roma e il Ministero dell’Ambiente per installare punti di raccolta negli scali di Fiumicino e Ciampino.
L’assessore regionale Fabrizio Ghera ha già annunciato la prossima mossa: “Nel 2026 lanceremo una massiccia campagna di educazione civica e scolastica per colmare il gap con la media nazionale”.
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