Roma lancia il bando per l’urbanistica tattica. 50mila euro per ogni piazza “leggera”
Roma prova a reinventarsi partendo dal basso, dai suoi spazi più quotidiani. Incroci anonimi, piazze dimenticate, strade davanti alle scuole: luoghi spesso dominati dal traffico e dalla sosta selvaggia che ora possono trasformarsi in nuovi punti di incontro.
È questa la sfida lanciata oggi, 20 marzo 2026, all’Urban Center Metropolitano, dove è stato presentato il bando “Spazi a Colori”.
A guidare l’iniziativa è l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, che punta su un’idea semplice ma dirompente: restituire spazio alle persone, sottraendolo alle auto, attraverso interventi rapidi, leggeri e accessibili.
La città che cambia con pochi gesti
Niente ruspe, niente cantieri interminabili. Il cuore del progetto è l’urbanistica tattica, un approccio che ribalta le logiche tradizionali: si interviene con vernici colorate, arredi mobili, piante e piccoli elementi urbani capaci di cambiare volto a uno spazio in tempi brevissimi.
L’obiettivo non è solo estetico. Ridisegnare una strada significa rallentare il traffico, aumentare la sicurezza — soprattutto davanti alle scuole — e creare luoghi dove fermarsi, incontrarsi, vivere il quartiere.
Creatività al posto del cemento
Il bando, aperto per due mesi, chiama a raccolta cittadini, associazioni, scuole e realtà locali. Non servono grandi progetti ingegneristici, ma idee concrete e partecipate: ridisegnare un incrocio, trasformare uno slargo in una piccola piazza, dare nuova vita a uno spazio abbandonato.
Roma Capitale metterà a disposizione un vero e proprio “kit” per rendere gli interventi uniformi e riconoscibili: panchine, tavoli da ping-pong, rastrelliere per biciclette, fioriere e strutture ombreggianti. Ogni progetto potrà contare su un investimento intorno ai 50mila euro, sostenuto anche da eventuali sponsorizzazioni.
Non solo progetti, ma comunità
La vera novità, però, è un’altra: chi propone deve anche prendersi cura. Non basta immaginare lo spazio, bisogna viverlo. Ogni proposta dovrà includere un piano di manutenzione e un calendario di attività — eventi, iniziative, momenti di aggregazione — che trasformino quei luoghi in spazi vivi e partecipati.
Il tutto sarà formalizzato in un “Patto di collaborazione” con il Comune, un modello che punta a responsabilizzare direttamente i cittadini.
I primi segnali di una città diversa
Non è un salto nel buio. Negli ultimi anni, alcuni progetti pilota hanno già mostrato cosa può accadere quando l’asfalto lascia spazio alla creatività: dalle strade scolastiche di quartiere alle installazioni artistiche diffuse, come quelle del progetto Blu Art.
Piccoli interventi, spesso realizzati con poche risorse, ma capaci di cambiare la percezione degli spazi e il modo in cui vengono vissuti.
La sfida dei prossimi mesi
Ora la partita si allarga. Dopo la chiusura del bando, prevista tra due mesi, il Campidoglio selezionerà le proposte migliori con l’obiettivo di avviare i primi interventi entro la fine del 2026.
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