Lazio

Roma, guerra ai truffatori delle “tre campanelle”: scatta l’allontanamento dall’Italia

Cambio di rotta nella lotta all’illegalità diffusa nel cuore della Capitale.

Nel Centro Storico di Roma non si procederà più soltanto con multe e denunce a piede libero: la Questura di Roma ha avviato una strategia che punta direttamente all’allontanamento dal territorio nazionale per chi mette in scena la cosiddetta “truffa delle tre campanelle”.

L’obiettivo è duplice: tutelare i turisti e restituire decoro alle aree monumentali più esposte.

A coordinare l’operazione sono l’Ufficio Immigrazione e gli agenti del I Distretto Trevi, impegnati in un monitoraggio sistematico delle presenze sospette nelle zone a maggiore afflusso.

Dalla mappatura all’espulsione

Il salto di qualità si fonda su un lavoro di analisi che va oltre il semplice intervento in flagranza.

Per settimane, Polizia di Stato e amministrazione capitolina hanno tracciato i movimenti dei soggetti che stazionano stabilmente nei pressi dei monumenti per attirare i passanti nel raggiro dei tre bussolotti.

Un’attività di “screening” che ha consentito di ricostruire precedenti e profili.

L’incrocio dei dati ha permesso di individuare, tra i cittadini comunitari non italiani, coloro che presentavano precedenti tali da configurare una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica.

In questi casi, la normativa consente di disporre il cosiddetto “allontanamento comunitario”: un provvedimento che comporta la perdita del diritto di soggiorno qualora vengano meno i requisiti o sussistano ragioni di sicurezza.

Il blitz del 6 febbraio

L’ultima operazione, messa a segno il 6 febbraio, ha segnato un passaggio concreto dalla teoria alla pratica.

Sei cittadini di nazionalità romena sono stati accompagnati negli uffici della Polizia Scientifica per il fotosegnalamento e la completa identificazione.

Per tutti è stato emesso un decreto di allontanamento dal territorio nazionale.

Il protocollo prevede, nei casi più gravi o di reiterazione, anche il possibile trasferimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio in attesa dell’esecuzione del provvedimento.

Difesa dell’immagine della Capitale

La “truffa delle tre campanelle” non è considerata un semplice gioco di strada, ma un meccanismo fraudolento che sfrutta l’ingenuità dei visitatori, sottraendo somme di denaro e alimentando un senso diffuso di insicurezza.

Colpire i responsabili con misure espulsive, secondo la linea della Questura, significa lanciare un segnale chiaro: il Centro Storico non può diventare terreno stabile per attività predatorie che danneggiano la vocazione turistica della città e l’immagine internazionale della Capitale.

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