Roma, fast food al posto della scuola: è polemica
Il cantiere della discordia è meno chiaro di quel che sembra, tra cause, rilascio di permesso, interrogazioni e piani di zona non rispettati.

La costruzione di un nuovo fast food non è di per sé una notizia sconvolgente. Suvvia, non siamo più nel 1986 con il primo indirizzo del genere aperto a Piazza di Spagna. A Roma sud però il progetto sta facendo clamore e alzando polemiche fra giunta e cittadini. Perché, proprio nel sito in cui si scava da qualche mese per realizzare l’ennesimo ristorante veloce ed economico, sarebbe dovuta sorgere una scuola.
Il cantiere della discordia
Capirci qualcosa di permessi e piani regolatori, specie in una metropoli estesa e incasinata come Roma, è un’impresa. Siamo a Fonte Meravigliosa, consorzio residenziale del Municipio IX di Roma Capitale. Per intenderci, siamo a ridosso di via di Vigna Murata, all’ombra del Castello della Cecchignola innalzato dai Torlonia. Si sa d’altronde: la capitale ha sempre la capacità di sorprendere, in positivo e negativo.
Qui troviamo un’area di cinquemila metri quadri che per decenni aveva ospitato un deposito carburanti. Da metà febbraio erano cominciati gli scavi, frutto di rilascio di permesso da parte del Comune a novembre dello scorso anno. Il problema è che l’area corrisponde a quella destinata, ancora dalla fondazione del consorzio residenziale stesso, alle opere di urbanizzazione primaria. Nello specifico, una scuola pubblica.
A quanto pare però il Comune non ha mai acquisito l’area nel suo patrimonio. Così nel 2016 fu ceduta a Meridiana Gestioni Immobiliari Srl. Secondo la ricostruzione di Carla Canale, consigliera di lista civica Raggi, sul terreno ex deposito di olii minerali erano state fatte lavorazioni “per le quali nacque un contenzioso tra la proprietà e gli abitanti dei palazzi limitrofi che ha coinvolto persino il Comune”. Causa iniziata nel 2017 e vinta dai condomini, mentre il secondo grado in appello (fissato a ottobre 2025) è pendente.
Le polemiche
La situazione dunque è la seguente: nel terreno in cui si edifica il fast food al posto della scuola c’è in ballo una causa tra Comune e società proprietaria. Nonostante ciò, il Comune rilascia il permesso a costruire, ed eccoci qua. Ma non è tutto: non si capisce infatti la natura dei materiali presenti in cantiere, per cui Canale chiede una verifica. “I materiali oggetto di lavorazione sono stati in parte depositati nell’area e in parte rimossi e trasportati all’esterno, e non è noto sapere se gli stessi siano classificati come terre e rocce da scavo o come rifiuti, e se le autorizzazioni in essere permettano le operazioni in corso di questi giorni”.
Un ginepraio insomma, come troppo spesso accade. Oltre alle cause e alle interrogazioni resta la polemica sul fatto in sé: come è possibile che da un piano di zona con atto d’obbligo ai servizi per il pubblico spunti un fast food? La questione resta poco chiara, e Canale chiede provvedimenti a riguardo. “Il Comune non ha mai fatto niente per riprendersi il bene nonostante, come scrivo nell’interrogazione depositata, nel 2016 il dipartimento Urbanistica chiedesse agli uffici competenti di fare tutto il necessario per riappropriasene e inserirlo nel patrimonio disponibile”.
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