Roma, bagno di folla a San Sisto per l’addio alle Domeniche Ecologiche: agricoltura e km0 protagonisti
Una domenica senza traffico che si trasforma in una festa della città. L’ultima domenica ecologica a Roma ha richiamato, già a metà giornata, oltre 3mila presenze, tra visite guidate, mercati contadini e momenti di intrattenimento, restituendo ai cittadini uno spazio verde poco conosciuto ma prezioso: il Semenzaio di San Sisto.
Nel cuore della Capitale, tra storia e natura, l’area si è aperta al pubblico diventando il fulcro di una giornata all’insegna della sostenibilità e della riscoperta del territorio.
Protagonista il Dipartimento Tutela Ambientale, che ha accompagnato i visitatori alla scoperta del patrimonio botanico del sito, affiancato dal FAI Giovani con percorsi guidati lungo il Clivo di Villa Celimontana e dall’Istituto Agrario Garibaldi, impegnato nel racconto del vigneto urbano di San Sisto.
Al centro dell’iniziativa, uno dei temi chiave dell’intera stagione 2025-2026: l’agricoltura sostenibile. Cinque mercati contadini hanno animato la giornata, grazie alla collaborazione con realtà come Coldiretti, CIA, Slow Food, Legacoop e Confagricoltura.
Tra i banchi, prodotti a chilometro zero e qualità certificata, affiancati da show cooking dedicati alla cucina antispreco.
Nel corso della giornata, l’assessora Sabrina Alfonsi ha inoltre sottoscritto il Manifesto “Switch”, iniziativa europea che promuove modelli alimentari più sostenibili e salutari, puntando su innovazione, partecipazione e nuove pratiche di consumo.
Soddisfatto il sindaco Roberto Gualtieri, che ha sottolineato come la domenica ecologica rappresenti ormai molto più di una semplice limitazione al traffico: un’occasione concreta per vivere la città in modo diverso, valorizzandone le dimensioni ambientali, culturali e sociali.
Sulla stessa linea l’assessora Alfonsi, che ha ribadito il valore della mobilità lenta come strumento per migliorare la qualità della vita urbana e rafforzare il legame tra cittadini e territorio.
Il Parco di San Sisto, incastonato tra Villa Celimontana, Terme di Caracalla e il Celio, si conferma così un piccolo laboratorio verde nel cuore della città, destinato a diventare sempre più accessibile grazie anche ai percorsi ambientali già attivi.
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