Società

Roccella: “Non basta un problema di socializzazione. Togliere i bambini alle famiglie solo in caso di violenze e abusi”

Il tribunale ha sospeso la responsabilità genitoriale a due coniugi che vivevano con i figli in un casolare isolato, privo di servizi essenziali. I tre bambini, due gemelli di sei anni e una sorella maggiore, sono stati trasferiti in una struttura protetta a Vasto. La madre, Catherine Birmingham, può vederli solo in determinati momenti della giornata. Ma anche questa possibilità rischia di essere revocata.

A pesare sulla sua permanenza nella casa famiglia sarebbe il rapporto difficile con gli operatori sociali. La donna viene descritta come poco incline al confronto e restia a seguire le indicazioni della struttura. Una dinamica che, secondo i giudici dell’Aquila, non ha mostrato segnali di miglioramento.

Il ruolo delle istituzioni

Nel frattempo, la vicenda ha attirato l’attenzione politica. Dopo l’intervento della presidente del Consiglio, anche la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha voluto chiarire la posizione del governo in merito a situazioni di questo tipo.

“Togliere i bambini a una famiglia che li ama, – ha dichiarato – può essere giustificato solo da pericoli reali: violenze, abusi, minacce gravi all’incolumità. Non basta un problema di socializzazione o un percorso educativo incerto. In quei casi, bisogna rafforzare il sostegno alla famiglia, non smontarla.”

Parole che si inseriscono in un dibattito acceso, dove si incrociano responsabilità istituzionali, sensibilità personali e norme da interpretare.


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