Roberto Vecchioni a Palazzo Ducale per il ciclo di incontri “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”

Genova. Sarà Roberto Vecchioni il protagonista del secondo appuntamento del ciclo “Cantautori, Pop e Rap. Punti di vista”, curato dallo stesso Vecchioni e da Margherita Rubino.
“Fenomeno cantautori. Una nuova stagione?”, questo il titolo dell’incontro in programma mercoledì 8 aprile alle ore 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio. L’artista milanese dialogherà con il critico musicale Paolo Giordano. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
L’appuntamento – come detto – fa parte del ciclo “Cantautori, Pop e rap. Punti di vista” che che ha portato a Palazzo Ducale i Ricchi e Poveri e porterà Olly (5 maggio), Sayf (16 maggio) e Moreno (22 maggio).
Con questa rassegna Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura ha avviato una riflessione sulla musica ligure, a partire dal cantautorato al versante pop fino al rap che si afferma negli anni Novanta e ha a Genova molti interpreti importanti. Il fenomeno dei cantautori nasce con Umberto Bindi nei primi anni Cinquanta, esplode nel 1958 con la sua Arrivederci incisa in un 45 giri da Ricordi, lo stesso anno in cui Modugno vince Sanremo con Nel blu dipinto di blu. L’inventiva cantautorale con Paoli, Tenco, De Andrè, Lauzi e Fossati non nasce da una «Scuola genovese», peraltro mai esistita, ma ercorre nei decenni tutta l’Italia con capolavori musicali straordinari. Come si è evoluto questo fenomeno? A Genova, sul versante pop, oltre ai Ricchi e Poveri, ci saranno i Matia Bazar con il loro pop “alto” e poi arriva la “rivoluzione rap” con Izi, Tedua e Vaz Tè, poi Moreno, campione di Freestyle, poi Alfa, Bresh, Olly che vince a Sanremo. È la terza deflagrazione di un fenomeno musicale che ha a Genova importanti riferimenti. Nel corso degli incontri ci si chiederà se esiste una creatività musicale «fisiologicamente» ligure che nasce ed emerge sotto forme in apparenza diversissime e opposte.
Roberto Vecchioni ha iniziato la sua attività nel mondo musicale negli anni ’60, quando comincia a scrivere canzoni per artisti affermati. Nel 1971 si propone per la prima volta come interprete delle sue canzoni e incide il suo primo album “Parabola” che contiene la celeberrima “Luci a San Siro”. Nel 1973 partecipa al Festival di Sanremo con “L’uomo che si gioca il cielo a dadi”. Nel 1974 vince il premio della critica discografica come miglior disco dell’anno per “Il re non si diverte”. Il successo di pubblico arriva nel 1977 con l’album “Samarcanda” cui fanno seguito più di venti album e altrettante raccolte per una vendita totale che supera gli otto milioni di copie. Nel 1992 il brano “Voglio una donna” vince il Festivalbar come canzone più ascoltata dell’anno. Vecchioni, nella sua lunga carriera, i generi musicali li ha (ri)visitati tutti, compresa la canzone classica napoletana, fino ad arrivare a “Luci a San Siro… di questa sera” (da cui l’album “Il Contastorie”), dove interpreta le sue canzoni più famose in chiave jazz. Torna poi al genere pop nel 2007 con il bellissimo “Di rabbia e di stelle”(Disco D’Oro). Nel 2009 insieme al maestro Beppe D’Onghia propone le sue canzoni riarrangiate per pianoforte e quintetto d’archi, esibendosi anche in versi recitati su musiche di Chajkowskij, Puccini, Rachmaninoff in numerosi teatri e cattedrali italiane. Da questa esperienza nasce lo splendido album “In Cantus”.
Nel 2011 partecipa e stravince al Festival di Sanremo con la canzone “Chiamami ancora amore” che dà il titolo all’omonimo album. In quell’occasione vince anche il premio “Mia Martini” della critica e quello della sala stampa.
Il 29 novembre 2011 esce il doppio album “I colori del buio”, prima antologia ufficiale capace di legare insieme la sua anima popolare, quella classica fino ad arrivare al jazz, attraverso i pezzi che hanno saputo conquistare diverse generazioni.




