Roberti, nuove direttive sulle indennità per condizioni di lavoro nella Pa
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“Con questa delibera diamo alla delegazione trattante indicazioni precise per superare le incertezze applicative emerse nella prima fase di attuazione dell’accordo sulle indennità per le condizioni di lavoro del personale regionale non dirigente. L’obiettivo è rendere più chiari e omogenei i criteri di applicazione, intervenendo sulle fattispecie che hanno evidenziato la necessità di un’interpretazione più puntuale e, dove necessario, di una revisione”.
Lo afferma l’assessore regionale alla Funzione pubblica, Pierpaolo Roberti, commentando la delibera con cui la giunta ha approvato le direttive per l’accordo integrativo e di interpretazione autentica dell’Accordo stralcio relativo al Contratto collettivo decentrato integrativo del personale non dirigente per il triennio 2019-2021, in materia di indennità per condizioni di lavoro. L’accordo, ricorda una nota, era stato sottoscritto il 22 dicembre 2025.
“Il confronto con le parti – aggiunge l’assessore – consentirà di affinare uno strumento che deve riconoscere in modo corretto le specifiche condizioni nelle quali il personale è chiamato a svolgere la propria attività. Si tratta di assicurare regole certe, comprensibili e coerenti con le diverse situazioni lavorative, tutelando l’equità di trattamento”.
Le direttive riguardano, in particolare, le attività di sportello e la presenza in servizio, i profili e i ruoli contabili ed economali, la revisione del testo con il conseguente adeguamento delle condizioni di lavoro e l’aggiornamento e la rimodulazione delle fattispecie e dei relativi valori economici. L’indennità per condizioni di lavoro prevista dal contratto – precisa la nota – è destinata a remunerare attività svolte in condizioni disagiate, esposte a rischi e quindi potenzialmente pericolose o dannose per la salute, nonché quelle connesse al maneggio di valori. La disciplina contrattuale successiva ha inoltre incrementato il valore massimo dell’indennità.
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