Umbria

Rizzuto esalta la Sir: «A Torino raggiunto l’apice. Si è vista la Perugia migliore di sempre»

di Carlo Forciniti

Guardare avanti. Alle nuove sfide da affrontare. E possibilmente, da vincere. È il destino di chi, per deformazione professionale, non può soffermarsi troppo sul passato. Destino comune ai dirigenti di qualsiasi società. E quello di Benedetto “Bino” Rizzuto, diggì della Sir Safety Perugia, non fa eccezione.

A Umbria24, il direttore generale dei Block Devils si sofferma sul futuro, ma trova comunque il tempo di tornare con la mente a quanto accaduto nella stagione appena passata e su quanto compiuto da una squadra che lascerà in Rizzuto ma non solo, un segno indelebile.

Responsabilità «Se penso a cosa siamo riusciti a fare durante l’anno, ai risultati che abbiamo raggiunto, la prima cosa che mi lascia l’annata è un forte senso di responsabilità in vista della prossima. Adesso c’è da preparare l’iscrizione al campionato e poi tutta la parte burocratica del tesseramenti. E quindi siamo già proiettati nella nuova stagione. E quando parlo di responsabilità, non lo faccio certo con un’accezione negativa – puntualizza Rizzuto – ma in un club che coltiva le nostre ambizioni si punta sempre a provare ad ottenere il massimo. A prescindere da quanto si è fatto nella stagione precedente».

Dialoghi aperti Difficile fare meglio di un 2025-2026 che passerà alla storia. «In me, in noi, c’è grande soddisfazione per le vittorie ottenute. È inutile negarlo. E credo che non manchi certo il riconoscimento da parte delle istituzioni per ciò che stiamo producendo per il bene della città e della regione, che in qualche modo può essere motivo di vanto anche per le istituzioni stesse. Hanno posto grande attenzione alla Sir, soprattutto alla Final Four di Torino. Abbiamo notato grande passione e disponibilità all’ascolto rispetto a quelle che sono le esigenze di una società come la nostra che è arrivata in cima al mondo». A tal proposito, il diggì entra nei dettagli precisando che «il palazzetto ha bisogno di continui interventi per renderlo ancora più vivibile. Da parte delle istituzioni, inoltre, credo ci sia la volontà di appoggiarci in merito all’ampliamento della sala hospitality. Dovremmo poter contare sull’aiuto sia del Comune che della Regione».

Apice Comune e Regione che solo qualche giorno fa hanno reso un  sentito omaggio ad una squadra che secondo Rizzuto, nella due giorni conclusiva della Champions League ha fatto qualcosa di straordinario. «Credo che per il modo in cui abbiamo giocato sia in semifinale contro Varsavia che in finale contro lo Zawiercie, abbiamo probabilmente raggiunto l’apice. Per certi versi, è stata la Sir migliore di sempre, anche se si considera l’alto coefficiente di difficoltà della Final Four di Torino. La perfezione non esiste ma all’Inalpi Arena ci siamo andati vicino. Se si considera anche la serie di finale scudetto contro la Lube, c’è stato forse il salto di qualità definitivo. La consacrazione definitiva delle qualità del gruppo».

Gruppo unico Rizzuto parla di gruppo e non di squadra a ragion veduta. «Durante il mio percorso non avevo mai visto piangere diversi giocatori che sapevano che sarebbero andati via. È la testimonianza di quello che si è creato tra di loro, tra di noi. Un qualcosa di unico, di molto forte». Che andrà ricostruito in vista della prossima stagione. «Sarà un fattore chiave da costruire» – spiega il direttore generale dei Block Devils -. 

Garanzia Una mano la darà nella nuova veste da direttore tecnico, Massimo Colaci. «Penso che riuscirà a dare quel contributo che ha dato nella suo percorso da giocatore. Sono felice per lui e per come ha chiuso la carriera».

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