Ritmica, si ritira Laura Paris: era l’ultima del gruppo storico delle Farfalle

Il gruppo storico delle Farfalle della ritmica azzurra ha perso anche la sua ultima componente. Laura Paris, bronzo a Parigi 2024 nel team guidato dall’ex dt Emanuela Maccarani, ha deciso di lasciare l’attività agonistica. Segue a distanza di qualche mese la stessa strada già intrapresa dalle sue compagne di team Martina Centofanti, Agnese Duranti, Alessia Maurelli e Daniela Mogurean. È la fine di un’era per la ginnastica azzurra.
Figlia di ciclista
La ventitreenne milanese lo ha comunicato ufficialmente alla Federazione, dopo aver informato anche il gruppo sportivo di appartenenza, l’Aeronautica Militare. Figlia di Federico, campione del mondo di tandem nel ciclismo su pista negli anni ’90, Laura Paris aveva iniziato la sua carriera all’età di 9 anni. Nel 2018 arriva la convocazione in maglia azzurra, nel gruppo di Emanuela Maccarani all’Accademia di Desio. A Tokyo è prima riserva (bronzo per il team anche allora), ma nel 2022 fa il suo esordio da titolare in squadra, al posto di Martina Santandrea. Da lì in poi la scalata sarà inarrestabile, con decine di World Cup all’attivo e altrettante medaglie, quattro partecipazioni mondiali, contando anche quella in panchina a Kitakyushu nel 2021, e altrettante continentali. Nella rassegna iridata si mette al collo un oro e un argento a Sofia, in Bulgaria, nel 2022 e un bronzo a Valencia, in Spagna, nel 2023, con una vittoria e un terzo posto nei rispettivi Team Ranking, anche grazie alla concomitante esplosione di Sofia Raffaeli. A livello Europeo Laura conquista tre ori, due argenti e un bronzo tra Tel Aviv, Baku, Budapest e Tallin, con il titolo nel Team Ranking in Estonia e la seconda piazza in Ungheria. A Parigi il coronamento della sua carriera, con il bronzo nella gara a squadre.
Nuova capitana azzurra, ma per poco
Tornata dalla Francia, diventa la capitana del nuovo Insieme Italiano, guidato da Mariela Pashalieva, mentre intorno a lei cambia tutto: escono dalla squadra le sue compagne di podio olimpico. Lei resta a fare da chioccia per la nuova Italia. Per pochi mesi, però. Ora inizia un’altra fase della storia azzurra, di totale rifondazione. E di cesura completa rispetto al passato, fatto di riflessi d’oro, d’argento e di bronzo, ma anche di tante ombre.
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