Lazio

risparmio energetico, bollette e guerra

Tra una settimana esatta, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, gli orologi italiani faranno il consueto salto di un’ora in avanti. Un’ora di sonno in meno, una serata luminosa in più, il rituale primaverile che divide ogni anno gli italiani tra entusiasti e contrariati. Ma nel 2026 questo appuntamento arriva in un contesto energetico e geopolitico che ne amplifica il significato ben oltre il folklore stagionale. Con i mercati del gas e dell’elettricità ancora in fibrillazione dopo l’escalation nel Golfo Persico di inizio marzo, quell’ora di luce naturale in più non è soltanto una questione di benessere: è risparmio reale, misurabile, urgente.

Perché importa più del solito

Le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per circa il 20% degli scambi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto, hanno scosso i mercati energetici europei come non accadeva dai picchi del 2022. Il PUN, il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità all’ingrosso, ha segnato rialzi del 40/45% rispetto a fine 2025. E poiché in Italia una quota rilevante dell’elettricità è prodotta da centrali a gas, i due mercati si trascinano a vicenda in una spirale che le famiglie a tariffa variabile conoscono bene sulla bolletta.

Il risparmio dell’ora legale: cifre concrete

L’ora legale non è uno strumento simbolico. I dati di Terna, gestore della rete elettrica nazionale, documentano un risparmio cumulativo dal 2004 al 2025 che supera i 12 miliardi di kilowattora, circa 2,3 miliardi di euro restituiti ai consumatori. Nei soli sette mesi del 2025, il risparmio è stato di circa 310 milioni di kWh, pari a oltre 90 milioni di euro in bollette non pagate.

 

L’ORA LEGALE IN NUMERI · FONTE: TERNA

12 mld kWh risparmiati dal 2004 al 2025

2,3 mld € risparmio cumulativo per i cittadini

> 90 mln € risparmio nei 7 mesi del 2025

Il meccanismo è semplice: spostando in avanti le lancette, le ore serali più energivore, dalle 18 alle 21, vengono illuminate dalla luce naturale anziché artificiale. Per una famiglia romana media, il risparmio si traduce in 1–2 kWh al giorno in meno consumati nelle ore serali, per un beneficio mensile stimato tra 4 e 8 euro ai prezzi attuali. Cifra modesta per il singolo, ma moltiplicata per milioni di famiglie diventa una voce macro rilevante.

“Non è la cifra che stupisce. È il fatto che, senza alcuna tecnologia nuova e senza alcun investimento, stiamo risparmiando miliardi ogni anno semplicemente spostando le lancette.”

ANALISI ENERGETICA — TERNA, 2025

Roma e il risparmio quotidiano: la matematica della luce

A Roma, la posizione geografica gioca a nostro favore. Siamo a 41° di latitudine nord, sufficientemente meridionali da godere di tramonti che a luglio superano le 20:30 con l’ora legale attiva. In inverno, invece, il buio arriva prima delle 17:00 in ora solare, e si è costretti ad accendere le luci già nel pomeriggio. Il differenziale stagionale di consumo elettrico per l’illuminazione è quindi considerevole, e l’ora legale lo massimizza.

Non è soltanto una questione di illuminazione domestica. Il risparmio tocca anche i consumi commerciali: i bar del centro storico che tengono aperto i dehors un’ora in più con la luce naturale, i mercati rionali che non necessitano di illuminazione artificiale nel tardo pomeriggio, i parchi pubblici (Villa Borghese, Villa Pamphilj, il Gianicolo) che rimangono agibili e sicuri senza costi aggiuntivi per il comune. È un risparmio distribuito, diffuso, capillare. Invisibile, ma presente.

Il nodo europeo ancora irrisolto

Nel 2019 il Parlamento europeo votò con 410 voti favorevoli per abolire il cambio stagionale entro il 2021. Poi arrivarono la pandemia, la guerra in Ucraina e il Consiglio UE non trovò mai la maggioranza qualificata necessaria: i paesi nordici vogliono l’ora solare permanente, quelli del Mediterraneo (Italia, Spagna, Francia) preferiscono mantenere l’ora legale tutto l’anno. Il dossier è ancora congelato. Il Parlamento italiano ha fissato l’obiettivo di una proposta normativa entro il 30 giugno 2026, ma la crisi energetica in corso potrebbe ulteriormente rimandare ogni decisione.

Domenica prossima, quando le lancette avanzeranno, Roma guadagnerà un’ora di luce serale che durerà sette mesi. In un anno in cui le bollette risentono di fibrillazioni geopolitiche lontane, è una piccola risorsa gratuita, democratica, che non richiede tecnologia né investimento. Vale la pena accorgersene — e non sprecarla.

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